i misteri della fede nella chiesa-stato

11 ottobre 2012 di: Sergio Masi

La Chiesa ha processato il “traditore” del Papa e lo ha condannato ad una pena mite. Non solo, si dice già che sia pronto il perdono papale all’ex cameriere Paolo Gabriele. Vito Mancuso su Repubblica ha commentato tale “stranezza” spiegandola con l’arte diplomatica vaticana, che esige un ritocco dell’immagine della Chiesa a ridosso di avvenimenti importanti quali proclamazione dell’anno della fede, etc. Nonostante sia un ammiratore di Vito Mancuso, mi sembra che la sua analisi sia troppo contingente e superficiale, forse perché è sempre preoccupato di stare al di dentro della “Chiesa Cattolica Istituzione”, cioè quella sovrastruttura creata fin dal 320 d.C. per conciliare, a fini politici, il potere imperiale con quello “spirituale”. D’altronde la storia ci insegna (Inquisizione, dogmi puntualmente smentiti dalla scienza, processi e condanne a morte per scienziati di chiara fama, etc. etc.) che il potere temporale della Chiesa ha prevalso su quello spirituale. Solo con il Concilio Vaticano II si tentò finalmente di adeguare ai tempi i dogmi di fede e soprattutto quelli morali (divorzio, anticoncezionali etc.) ma tutto naufragò perché prevalse l’autoritarismo papale che soverchiò la maggioranza dei cardinali che risultava “progressista”.

In sostanza la Chiesa Stato (Città del Vaticano) è da sempre in lotta con la Chiesa Spirituale ed ecco perchè un segretario particolare del papa per giustificare il proprio tradimento afferma di aver agito per il “bene della Chiesa”. Ma quale Chiesa? quella statuale o quella spirituale? La Chiesa che immaginava Cristo, ammesso e non concesso che avesse intenzione di istituirla (in realtà era un praticante ebreo e non voleva cambiare una sola jota della legge), non è certo quella seduta sul trono di Pietro, piuttosto me la immaginerei meglio in un convento di frati francescani o comunque in quelle comunità dove:

– si medita la parola di Cristo e si attua la propria “rinascita” (cfr. Nicodemo);

– la si mette in pratica con la propria vita (non coloro che dicono “Signore Signore” entreranno nel Regno dei Cieli);

– ci si preoccupa del prossimo come insegna la parabola del “Buon Samaritano” (ma non raccogliendo elemosina in chiesa durante le funzioni o pretendendo l’8 per mille o un contributo per ogni funzione religiosa: matrimoni e funerali, battesimi e prime comunioni);

– e soprattutto si attua la “Misericordia” (ma il caso Welby ed Englaro ci dicono che tale virtù non è ben conosciuta nella Città del Vaticano). Finisco col dire che anche un Cardinale illuminato come Martini affermò che la Chiesa è indietro di 200 anni. Per me dovrebbe tornare alle origini e ciò, tra l’altro, significa voler attuare quello che voleva attuare Giovanni Paolo I: dare le ricchezze ai poveri e scacciare i mercanti dal tempio (es. i vari Marcinkus). Misericordia è anche abolire il celibato obbligatorio dei preti che forse eviterebbe deviazioni sessuali, abbiamo avuto un panorama ampio di preti stupratori. A proposito, mi sarei aspettato che qualcuno di questi si fosse gettato in mare con una macina al collo ed invece sono stati appena sfiorati da pene lievi.

4 commenti su questo articolo:

  1. anna trapani ha detto:

    Articolo come sempre molto puntuale e circostanziato. Sono articoli che si leggono con grande piacere perchè danno la misura di quanto la gerarchia ecclesiastica sia lontana anni luce dalla chiesa fatta da poveri missionari che dedicano il loro tempo e le loro forze a chi non ha nulla o soffre per varie disgrazie. E non c’è bisogno di andare lontano per trovare la vera chiesa: noi palermitani abbiamo avuto il grande esempio di Padre Puglisi.

  2. Serena ha detto:

    questo articolo merita attenzione perché con lucidità esamina la situazione dell’attuale chiesa e del vaticano. sono d’accordo con quello che scrive masi; anche l’aver fatto scendere dal piedistallo mancuso è importante. Il vaticano oggi come ieri è espressione di poteri economici e potentati di ogni tipo. La spiriualità che esprime il vaticano ha l’effige del dollaro o dell’euro. se si pensa anche alla volontà di non pagare l’imu allora siamo allo scandalo puro con la complicità di chi governa. Bene dice masi che la chiesa dovrebbe spogliarsi per dare ai poveri….ma quale chiesa? quella che predica contro i diritti civili, la contraccezione, discrimina i suoi figli negando l’amore omosessuale, nasconde i pedofili, insabbia il caso orlandi e infiniti altri casi sporchi e disonorevoli? no, non basta l’esempio di padre puglisi perché è l’esempio che potremmo fare dei magistrati uccisi per combattere la mafia. Quelli , prima di essere preti o magistrati sono uomini che hanno fatto scelte di coraggio e non le hanno fatte per appartenenza al clero o alla magistratura….

    • sergio masi ha detto:

      Dato che ho conosciuto bene Padre Puglisi ( mi ha sposato nel 1971 ed era ospite a casa mia nell’agosto dell’anno della sua morte) posso assicurarti che interpretava alla lettera il vangelo di Gesù e per questo solo motivo combatteva la mafia, come dovrebbe fare qualsiasi buon prete. Un sacerdote amico ai suoi funerali in Cattedrale mi confidò che Padre Puglisi era diventato “pietra di scandalo” della Chiesa Palermitana in quanto aveva insegnato a tutti, soprattutto ai suoi colleghi, cosa significhi applicare il vangelo nella vita pratica. Infatti, non puoi predicare il vangelo e poi consentire nella tua Parrocchia che i mafiosi sovvenzionino la processione del santo del quartiere e contemporaneamente usano i bambni per lo spaccio di droga e per altre nefandezze.
      Sergio Masi

  3. Annamaria, Z. ha detto:

    Mi piace l’idea che un cattolico colto sappia fare la distinzione fra lo stato vaticano quel signore vestito come il mago otelma e la fede di noi praticanti.

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