Quando gli stereotipi fanno male: Carrapipi-Caen città ospitale

15 settembre 2012 di: Laura Giambruno

Vado di massima controvoglia a Caen (ribattezzata da me Carrapipi seguendo un altro stereotipo made in Sicily di cittadina perduta nel nulla). Vado come una prigioniera nella torre da cui si sente il mare ma non si può né toccare né vedere, dato lo strato di nuvole grigie e freddo che mi separano dalla tavola blu.

Penso, prima di partire, che se i francesi parigini sono particolarmente ostici (stereotipo tutto sommato rispettato nell’80 percento dei casi) penso che se si va più a nord dove c’è più freddo matematicamente la gente sarà ancora più ostica e fredda, come d’altra parte il clima.

Penso che passerò tutti i weekend nella mia amata Parigi e i giorni restanti in settimana a scrivere “Mes Prisons” dalla cella con vista mare in tempesta e a lavorare a qualche strano calcolo informatico-teorico. Con questo bagaglio di stereotipi e paure da aggiungere ai due enormi bagagli che riporto a malincuore da Parigi arrivo col treno sabato scorso a Caen.

L’unica cosa che mi è mancata i primi due giorni è stato il forte sole siciliano e i cari amici. Per il resto sono stata subito impressionata (questa volta in positivo) dall’accoglienza della gente per strada, dalla tranquillità generale di tutti degna del miglior stereotipo siciliano ma senza quell’aggressività recondita che hanno molti miei conterranei.

E non da meno, appena arrivata al laboratorio, i colleghi sono stati così disponibili così da invitarmi a fare tante cose assieme, per ultima un pranzo al mare oggi stesso. Devo dire che neanche il mare era quello folle e in tempesta che la prigioniera dalla torre decantava tanto.

Di sicuro sono gli ultimi stralci d’estate, di sicuro i 26 gradi di oggi e il sole se ne andranno, inutile sperarci, ma di sicuro l’ospitalità della gente del luogo e la loro tranquillità, per non parlare della bellezza di una città ricca per il turismo sia monumentale che naturale, tutte queste cose anche a dicembre sotto la neve non se ne andranno.

E con questo un altro stereotipo è caduto…a questo punto bisognerebbe organizzare il pulmino per Carrapipi e anche quello per Caen per venirmi a trovare, così, per piacere…

1 commento su questo articolo:

  1. Gordon ha detto:

    Mi sembra un “articolo” a metà strada tra il grottesco e l’inutile. Probabilmente l’ennesimo inno al sottosviluppo mentale autoctono. Davvero esiste qualcuno a cui possa interessare roba simile? mah… Mi toccherà rivalutare il ridicolo gossip dei TG Mediaset.

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