c’è puzza di cartoleria in questo paese

26 settembre 2012 di: Clara Margani

Agli inizi di settembre, quando ero bambina ed adolescente, cominciava a diffondersi un odore particolare di prodotti di cartoleria per l’imminente riapertura delle scuole. Adesso questo avviene da metà, se non dall’inizio di agosto. I supermercati, i centri commerciali, i negozi specializzati si riempiono di quel caratteristico corredo dello scolaro e dello studente costituito da oggetti, che sono a disposizione dei consumatori durante tutto l’anno, ma in questo periodo assumono un valore particolare, quello di ‘scorta’, per cui c’è la corsa ad accaparrarsi come prima di un uragano un numero considerevole di ‘pezzi’. Confezioni da 50 matite con o senza gommina; 20 temperini a buco singolo o doppio; portapenne contenenti una quantità industriale di biro di un unico colore o nella combinazione nero, blu, rosso; gomme da matita o da penna utilizzabili fino alla fine della vita; quadernoni, quaderni, quadernini con le copertine più varie, confezionati in pacchi che invitano a praticare il sollevamento pesi prima dell’acquisto; pennarelli, colori a tempera e pastelli che basterebbero a più di una generazione di artisti in fieri. Un panorama multicolore e invitante nonché inquietante, a cui fanno da contraltare i testi scolastici dal conturbante odore di inchiostro fresco di stampa, tra le cui pagine inserivo il naso prima che gli occhi, per esaltarmi in vista del nostro imminente incontro nelle aule scolastiche.

Intanto in provincia di Pordenone il soffitto di una scuola elementare è crollato, finendo nei corridoi dove si aprono le aule e in una scuola di Roma un pilastro ha evidenziato delle crepe e l’istituto è stato sgomberato. Ignote per il momento le cause dei cedimenti, che non sono stati provocati né dalla pioggia né da qualche altra ragione climatica, e immediate le polemiche sullo stato della sicurezza delle scuole italiane. Viene il dubbio che forse tali eventi si siano verificati per la difficoltà delle strutture architettoniche di sopportare il peso di tanto materiale di cartoleria, più i relativi trasportatori e utilizzatori.

Forse proprio per scongiurare tali crolli il ministro dell’Istruzione, Francesco Profumo, ha promesso un computer in ogni classe entro giugno. Il ministro crede alla banda larga e alla scuola 2.0; vuole mettere in atto la pratica della ‘dematerializzazione’: niente più acquisti in carta. Il progetto ‘tagliacarta’ prevede un risparmio per lo Stato di 30 milioni di euro: una media di 6.200 euro a istituto, sei euro per ogni studente delle medie e delle superiori. Il futuro sarà banda larga, ma intanto le scuole italiane stanno affrontando un’altra stagione di accorpamenti e conseguentemente di classi più stipate di alunni e del loro materiale cartaceo, quindi più insicure.

“C’è puzza di cartoleria in Italia”, direbbe Amleto.

7 commenti su questo articolo:

  1. Lucia ha detto:

    Le famiglie accaparrano inseguendo le offerte,cercando ausili in bancarelle fornite di angoli denominati “occasioni” sperando così di aiutare i loro figli ad”apprendere” fornendoli dei salvagente che possono loro offrire. Il ministro segue un’idea ma sempre avulsa da una realtà che lui non conosce.Spesso le famiglie e sempre i ministri peccano d’ignoranza.assolvo le famiglie non il ministro

  2. gemma ha detto:

    Chi vive la scuola quotidianamente sa che mettere in atto classi 2.0 comporterebbe corsi di aggiornamento e di formazione, conoscenze e competenze tecnologiche da parte di tutto il corpo docente, utilizzo di lavagne LIM da installare nelle classi al posto delle vecchie lavagne di ardesia. Su queste ultime, nella stragrande maggioranza delle scuole italiane si scrive ancora con il gesso di cui si respira la polvere quando si cancella con cancellini logori dall’usura. Quando si lascia una classe al suono dell’ultima campanella il pavimento è un vero e proprio campo di battaglia: penne, matite, gomme, tappi, colori, fogli, fotocopie, cartacce, ritagli….che importa se restano per terra, verranno spazzati, buttati nel cestino tanto l’astuccio è pieno e, in ogni caso i genitori hanno fatto la scorta al supermercato prima, molto prima dell’inizio dell’anno scolastico. Gli armadi sono stracolmi di vecchi libri inutilizzati, edizioni scolastiche superate, rifiutate anche dal mercato dell’usato perché ormai non le compra più nessuno. Cosa ci fa tutto quel carico da incendio nelle scuole? A chi serve? Le ricerche non si fanno più, le immagini sono sbiadite e poco coinvolgenti e si preferisce ricorrere a filmati, DVD e immagini più eloquenti proposte dai diversi motori di ricerca usando il computer nell’aula di informatica: c’è INTERNET! E così si stampano ricerche, immagini in bianco e nero, a colori e si fa sempre e comunque uso di carta, tanta carta, troppa carta che si aggiunge a quella dei quaderni, libri, opuscoli, fotocopie di cui sono pieni gli zaini…..che puzzano di cartoleria……

  3. Adele ha detto:

    Bravissimi tutti a predicare, difetta il razzolare. C’è qualcuno che ha una pallida idea dei fondi tagliati alla scuola pubblica? Sapete quanti insegnanti, amministrativi, bidelli ecc…sono rimasti a casa con il dimensionamento delle scuole e il taglio degli organici? Altro che lim e lavagne di ardesia….la sopravvivenza della scuola pubblica è in pericolo! chiudono le aziende ma stanno chiudendo anche le scuole per assoluta povertà e perché, come è noto, i tagli riguardano sempre la scuola e la sanità, Monti ha aggiunto povertà alla povertà tagliando anche le pensioni ecc…Andate in una scuola privata e vedete quante lim, quanti laboratori, l’arredo di lusso e i cuscini di velluto…. una vergogna!!!!! le scuole cattoliche lussuose perché la chiesa può permettersi i privilegi della casta, non pagava l’ici come non paga l’imu, ma perché si tace su tutto questo? lo scandalo del lazio fa il solletico perché è stato preceduto da altri grossi scandali e così, di scandalo in scandalo, di furto in furto, di corruzione in corruzione, l’italietta arranca e i politici ci portano ancora a votare per chi? ancora per gli stessi sempre, quelli che hanno rubato e quelli che ne sono stati complici—–BASTA

  4. maria ha detto:

    Troppa scorta …molto scarto
    I miei quaderni avevano la copertina nera ,sul frontespizio si applicava una targhetta bianca e con cura ,molta cura si scriveva nome cognome ,classe ,sezione
    I quaderni erano di brutta e di bella ,quelli di bella ,da consegnare per la valutazione dovevano rispettare 3 regole : senza errori ,senza cancellature , senza orecchie d’asino
    Soprattutto si doveva scrivere in BELLA CALLIGRAFIA
    Conservo ancora una scatola di matite colorate Caran D’Ache (fabriquè en Suisse) ,un vero tesoro
    Viva l’abbondanza ,bella la varietà ,case piene, zaini pieni ,cestini pieni ……….abbiamo fatto il pieno
    La scuola pubblica non crolla ,traballano gli insegnanti

  5. Laura ha detto:

    cara maria, non sei insegnante altrimenti avresti detto il contrario: la scuola pubblica è al crollo, gli insegnanti insieme agli studenti la sostengono e ne impediscono la caduta definitiva – Se dipendesse da chi ci governa potrebbe crollare subito e non parlo solo di crollo culturale ma di crollo delle strutture che non sono a norma perché le scuole in italia si ricostruiscono solo dopo i terremoti e non si mettono in sicurezza prima, come sarebbe ovvio. In italia prima cadono i ponti e poi si contano i morti e le “autorità” propinano i discorsi retorici di sempre. In sicilia ce le sogniamo le scuole sicure, riscaldate, ecc… manca tutto, manca la volontà e i fondi, che forse ci sarebbero stati anche in passato, servono ai politici regionali e provinciali per altri usi e consumi….i propri… Fino a quando?

  6. maria ha detto:

    Cara Laura ,
    sono stata insegnante per 40 anni ,senza interruzioni
    Conosco bene il mondo della scuola ,solo non volevo piangere
    La scuola non crolla perchè i docenti , anche se traballano sotto il peso di mille difficoltà ,non mollano
    Buon Lavoro

  7. Carla V. ha detto:

    La scuola ha riaperto i battenti e mi chiedo: cosa cambierei affinché i desideri e i sacrifici dei giovani siano premiati?
    Secondo me bisogna recuperare il piacere della sostanza della realtà, evitando tutto ciò che ai giovani può dare illusioni e conseguenti delusioni.
    Questa nostra gioventù fatica a trovare forza e volontà in mezzo a tanta confusione. E’ necessario che i responsabili investano in un’istruzione sana, premiando i meritevoli.
    Infatti un sistema basato sulla meritocrazia può giovare all’Italia: chi non ha una vera passione per quello che fa non riuscirà mai a uguagliare chi si applica con impegno e onestà.

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