Dell’inutilità del mito per le donne: le insospettabili affinità tra Marilyn Monroe e Federica Pellegrini

10 agosto 2012 di: Marianna Marino

Il 5 agosto 2012 sono trascorsi 50 anni senza Marilyn Monroe. Quello che mi colpisce di più però non è tanto il mistero della sua morte (questione troppo vecchia e difficile da sbrogliare), ma l’incomprensione generale di cui Norma Jean Baker (suo vero nome) è ancora vittima. Da parte di uomini e donne, indifferentemente. È bastato vedere il solito articolo-coccodrillo con tocco glamour di una delle più importanti testate nazionali, che indicava l’attrice come mito ancora invidiatissimo e imitatissimo dalle donne di ogni latitudine. Seguivano commenti dei lettori, il 90% di tipo “offensivo”, per usare un eufemismo, che si riferivano alle sue scarse capacità intellettive se non alla sua eccessiva attività sessuale (come se ne fossero stati vicini di casa). Al di là della stupidaggine dell’articolo, appare evidente non solo come lo stress dell’individuo contemporaneo e mediatizzato abbia bisogno di quotidiani bersagli verso cui scagliare contumelie (e questa sarebbe però materia per psichiatri statali), ma che la donna dalla sessualità libera e dalla mente perfettamente funzionante (Marilyn leggeva, studiava, si appassionava alla poesia, scriveva – si vedano le testimonianze preziose di Anna Strasberg al riguardo) sia percepità come un cortocircuito inaccettabile. Ancora oggi.

Potendo scendere ancora di più sul personale, tuttavia, vorrei condividere un’altra fonte di solenne arrabbiatura che ha condito le (mie) giornate olimpiche all’inizio di agosto. Siamo ormai tutti a conoscenza del “fallimento” della squadra italiana di nuoto. Fallimento totale, se non per la bella prestazione di Ilaria Bianchi, che però si è trattenuta a un quinto posto (lodevolissimo) e di cui pochissimi sono a conoscenza (credo). Di questo fallimento è stata resa portatrice la Pellegrini, diva del nuoto e del gossip, che non brilla certo per simpatia ma che è un essere umano, con le sue forze e le sue debolezze. E che nasce proprio il 5 agosto, a Mirano, nel 1988. Nonostante molti uomini abbiano offerto performance al di sotto dei loro personali, il web si è ingegnato con dovizia a scovare la causa di questa défaillance della nuotatrice italica. Una parodia di un famoso spot di biscottini si divertiva così a ipotizzare quello che facesse davvero la Pellegrini quando non nuotava – cosa che ovviamente si risolveva in orge con nuotatori di oggi e di ieri, oltre che con l’intero settebello (simpaticissimo doppio senso da pubblicità progresso). Le burle in ogni caso sono state di varia tipologia, ma in grandissima parte sempre a sfondo sessuale. Mi chiedo come mai Magnini non sia stato sbeffeggiato allo stesso modo e nella stessa misura, pur avendole sparate più grosse, pur avendo reagito in modo infantile (mi cancello da twitter perché c’è troppa cattiveria – più o meno ha dichiarato così) e pur essendo il probabile partner delle nocive capriole erotiche della campionessa (campionessa perché ha ottenuto dei risultati e dei record che nessuno finora le ha tolto). Ma pazienza, serve sempre un capro espiatorio. Meglio se femmina, e puttanizzabile.

NB: questo non è un mini-florilegio di vittime, ma la constatazione un po’ acida di un maschilismo che dai livelli dello sfottò mediatico cresce pian piano e si sviluppa in forme più gravi e talvolta violente.

6 commenti su questo articolo:

  1. marianna ha detto:

    mi autoaggiorno: per fortuna c’è stato il bronzo della grimaldi!

  2. Simona Mafai ha detto:

    Non ho visto, per fortuna, questa orrida parodia di cui parli e che giustamente ti (ci) indigna.
    Le forme di maschilismo idiota vanno crescendo, come se alcuni uomini volessero vendicarsi della crescente autonomia e presenza culturale, sociale e politica delle donne.
    Non tutti gli uomini, naturalmente. Vorremmo che fossero proprio una parte di loro a condannare apertamente queste miserabili forme di arretratezza culturale e morale che offendono tutti/tutte.

  3. Simona Mafai ha detto:

    Non ho visto, per fortuna, questa orrida parodia di cui parli e che giustamente ti (ci) indigna.
    Le forme di maschilismo idiota vanno crescendo, come se alcuni uomini volessero vendicarsi della crescente autonomia e presenza culturale, sociale e politica delle donne.
    Non tutti gli uomini, naturalmente. Vorremmo che fossero proprio una parte di loro a condannare apertamente queste miserabili forme di arretratezza culturale e morale che offendono tutti/tutte.

  4. marianna ha detto:

    certo, non tutti gli uomini… ma la parodia si accompagna a sentimenti anti-femministi più insidiosi che si manifestano anche attraverso la creazione di siti web appositi sulla “questione maschile” (quanti morti, eh?)

  5. Frank ha detto:

    Per quanto riguarda le prese giro a personaggi pubblici , non mi sembra che siano orientati esclusivamente a donne, Quello che sta succedendo al “principino” di Inghilterra lo dimostra. ( manca solo che lo mandino in collegio a 27 anni ).

    A Marianna chiedo : per quale motivo non si dovrebbero creare siti sulla questione maschile? Come esistono siti di donne che parlano dei loro problemi non vedo perchè la stessa cosa non possano farla anche gli uomini.

    saluti

  6. marianna ha detto:

    @frank, con molto ritardo: gli attacchi non sono SOLTANTO per le donne… il senso di quello che volevo scrivere è che gli attacchi alle donne sono spesso a senso unico…
    seconda risposta: certo che possono esistere, ma se attaccano donne e riducono il femminismo a macchietta o, peggio, si nascondono sotto le spoglie di siti antiviolenza, almeno a me risulta difficilmente accettabile… le consiglio di visitarne alcuni per farsi un’opinione da sé (basta una ricerca su google e troverà fior fiore di siti, blog, pagine facebook…). Sul caso relativamente dei siti antiviolenza mascherati può leggere: http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/07/21/violenza-sulle-donne-sul-web-diventa-nazi-femminismo-non-andate-nei-centri-di-ascolto/300754/

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