danza orientale al nautoscopio del Foro Italico

22 agosto 2012 di: Silvana Fernandez

La danza non è un genere che ho seguito assiduamente così che non mi sono mai proposta per scriverne, su questo sito, lasciandolo fare a più competenti. In questo caso però è stato un insieme di suggestioni e di emozioni, che trascendono la competenza, a convincermi ad assistere allo spettacolo e poi adesso a parlarne. La prima cosa che mi ha spinto a parteciparvi è stata la curiosità, perché da qualche tempo desideravo vedere il Nautoscopio al Foro italico. Location molto bella e che mi ha creato una notevole suggestione e un piccolo scontento, costatando quanto poco sia sfruttato un luogo simile ed anche quanto poco sia attrezzato. Noi palermitani abbiamo il “gusto” di non valorizzare quelli che si potrebbero considerare posti unici! La seconda cosa che mi ha portato a vedere lo spettacolo “Siqillyàh, l’isola dei sensi” è stato il piacere di rincontrare Federica Masi che da tredici anni ha lasciato la Sicilia per vivere a Granada, specializzandosi in danza orientale, ora ha perfino una scuola tutta sua. Federica fin da ragazzina amava ballare e creare pittura su batik. Vedendola danzare, adesso che nel suo genere è molto conosciuta, dopo tanti anni ho ricordato gli arazzi e i pannelli della sua prima giovinezza perché i suoi gesti nell’aria dipingono, creano colori, movimenti come linee di un disegno. La curva di un braccio realizza ombre, cerchi o improvvisamente una linea dritta, effetto ed emozioni sono assicurati. Federica inizia “Siqillyàh, l’isola dei sensi” con i suoi pensieri e le sue parole: «La mia isola chiara, impronta della mia essenza le cui acque una volta mi hanno cullata, mi hanno poi portato lontana da questa terra madre, che non ha mai cessato di incantarmi colpendo dritto nella profondità dei miei sensi e delle mie memorie, nel continuo tentativo di riportarmi a sé». In queste parole sembra esternarsi l’anima della danzatrice che, nei quattro pezzi in cui si esibisce dedicati ai quattro elementi, sembra voglia esprimere la sicilianità vissuta sia nell’intreccio con la cultura araba, sia in base al suo rapporto personale con la propria terra; una terra, anche dura e violenta, da lei conosciuta nei giorni della prima giovinezza. Sul filo di una nostalgia ma anche di un’espressività che ti emoziona, quasi contenesse segrete speranze per ogni spettatore, si dipana tutta l’esibizione che è valsa la pena vedere, non solo per rincontrare una giovane amica ma anche per la suggestione del luogo, la compattezza dei testi, la vaporosità dei costumi, l’ottimo progetto video di Valentina Di Miceli e soprattutto per quella bolla magica, dentro la quale ti sembra di navigare nel corso della rappresentazione.

Fotografie di Claudia Lauria

2 commenti su questo articolo:

  1. Federica ha detto:

    Grazie mille Silvana per questo splendido articolo che rispecchia alla perfezione ciò che ho voluto esprimere con la mia danza. Grazie ancora a tutte le persone che mi hanno riabbracciato nella mia terra, a Valentina per il progetto video, a mia sorella Bruna per le riprese, a Claudia per le fotografie e a tutti quelli che si sono emozionati insieme a me!!

  2. Federica Aluzzo ha detto:

    Silvana, anche se non sei competente di danza hai reso bene l’idea dello spettacolo e delle emozioni che ti ha suscitato. Sono sicura che grazie alla nuova amministrazione ci sarà maggiore attenzione agli spazi da valorizzare per eventi culturali come questo. Già “pomeriggi d’estate alla favorita” ne è un esempio. Palermo è ricca di luoghi magici che vanno sfruttati al meglio. Mi spiace non aver visto la performance di Federica, che da come la descrivi, deve essere stata molto coinvolgente. Il tema dei quattro elementi è molto carico di vita e il richiamo alla terra d’origine, alla nostra stregata sicilia, è molto sentito. Spero che si crei uno scambio interculturale, che siciliani all’estero possano tornare per arricchire con stage o performance gli interessati e che possano dare la possibilità a nuovi talenti siciliani di apprendere con borse di studio o altre iniziative là dove vivono, in questo caso a Granada. La lancio lì..

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