un pensiero per l’amico scomparso, Alex Langer

3 luglio 2012 di: Rosanna Pirajno

Il 3 luglio 1995 si dava la morte Alex Langer, impiccandosi ad un albero di albicocco e lasciando tre messaggi che non squarciano le ombre sul tragico gesto. Alex era abbonato a Mezzocielo, ad ogni rinnovo scriveva poche parole di sostegno alle donne che confezionavano un giornale tanto geograficamente lontano quanto “ideologicamente” vicino al suo pensiero. Il pensiero di un uomo che nella sua breve esistenza (aveva appena 49 anni) ha condotto una vita, come scriverà Marco Boato dieci anni dopo, «straordinaria e inimitabile, ricca di cultura e di esperienze, di impegno e di riflessione, di militanza e di contemplazione, di laicità e anche di intensa religiosità, di studio e di feconda operosità, di profezia e di realismo, di politica rigorosa ma anche di irriducibile “impoliticità”. Parlare di lui come di un ecologista, di un ambientalista, di un pacifista, corrisponde al vero ma è anche troppo riduttivo. Alex era molto di più e di diverso di tutto questo: era una sorte di testimone e di profeta del nostro tempo».

Del nascente movimento dei Verdi palermitano, quando negli anni 70 un gruppo di amici decise che bisognava fare qualcosa per l’ambiente minacciato da uno sviluppo che appariva già allora distorto, il giovane Langer divenne subito il nume tutelare, il riferimento più alto di un ecologismo che metteva al centro dell’interesse la “condizione umana”, la speranza di non dover soccombere ai nuovi, fin troppo prepotenti e arroganti, padroni del mondo industrializzato.

Vogliamo ricordare l’amico sempre rimpianto Alex Langer nell’anniversario della sua scomparsa, ma per conoscere il suo pensiero vi invitiamo a visitare il sito del giornale nostro fratello, Una città (unacitta.it), di cui era sostenitore e che lo aveva più volte e a lungo intervistato.

1 commento su questo articolo:

  1. Elisa ha detto:

    Bello e toccante articolo, grazie Rosanna di avere ricordato Alex.

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