toponomastica al femminile, una proposta

30 luglio 2012 di: Clara Margani

L’odonomastica è una branca della toponomastica. Sfogliando la Treccani è possibile leggere questa definizione della parola: “Il complesso dei nomi delle strade, sia con riferimento concreto a una determinata zona o località, sia con riguardo alla scelta o al modo della loro formazione”. Chiudendo il volume ed entrando nella realtà, in cui i nomi diventano simboli carichi di significato, è doveroso riflettere sul fatto che la maggior parte delle vie, piazze, viali, vicoli, lungofiumi, lungomari hanno nomi e cognomi che appartengono a personaggi maschili. Ci troveremmo dunque di fronte a quella che è stata definita una specie di “misoginia ambientale” e saremmo costrette a confrontarci ancora una volta con una cultura collettiva e politica che considera degne di memoria quasi esclusivamente figure femminili legate alla condizione nobiliare (regine, principesse, contesse, ecc) e religiosa (la Madonna e le sante).

Da un’idea di Maria Pia Ercolini, docente romana di Geografia nella scuola superiore, è nato il gruppo di ricerca “Toponomastica femminile”, composto ormai da oltre 3000 persone ed impegnato da tempo, su tutto il territorio nazionale, nel censimento delle aree pubbliche delle nostre città. Il censimento ha prodotto dei risultati non certo sorprendenti: a Milano sono 130 le strade dedicate alle donne, contro le 2.400 maschili; percentuali quasi doppie a Palermo, ma più della metà delle intitolazioni femminili è legata a figure religiose o mitologiche. Nelle altre città la situazione non cambia di molto: a Roma 580 donne e 7.500 uomini, a Firenze 72 su 1.100, a Napoli 55 su 1.165, a Bari 7 su 235, a L’Aquila 17 su 311 e così via. Per contrastare attivamente una tale situazione il gruppo ha dato vita a numerose iniziative. In occasione dell’8 marzo ha attivato una campagna denominata “8 marzo 3 donne 3 strade”, finalizzata a sensibilizzare le istituzioni alla promozione della memoria delle figure femminili di rilievo, scrivendo a sindache e sindaci d’Italia e invitandole/li ad intitolare le prossime tre vie/giardini/scuole a tre donne, una di rilevanza nazionale, una locale e una straniera.

In occasione del 2 giugno ha preso il via “Largo alle Costituenti”, che terminerà il 2 giugno 2013, in memoria delle 21 Madri della nostra Repubblica sia per farle conoscere alla cittadinanza sia per sensibilizzare l’amministrazione comunale capitolina ad intitolare loro piazze, vie, giardini, là dove stanno sorgendo nuove zone abitative. E’ stata organizzata una raccolta firme per intitolare a Miriam Mafai, senza aspettare 10 anni dalla sua scomparsa, il primo tratto del viale 8 Marzo Festa delle donne a villa Pamphili, viale che parte proprio dal portone della casa dove abitava.

Per il prossimo 6-7 ottobre è in programma a Roma un convegno nazionale “Toponomastica Femminile”, per discutere dei risultati delle varie iniziative e ripartire con azioni concrete. Organizzato con la collaborazione dell’Affi, Associazione federativa femminista internazionale, avrà luogo presso la Casa internazionale delle donne, luogo simbolo delle lotte per l’emancipazione femminile, ospitato presso l’Istituto del Buon Pastore, per secoli un luogo di reclusione per le donne che tramite atroci supplizi erano costrette dalla Chiesa a purificarsi dei loro peccati. E’ chiaro dunque che lo scopo del gruppo non è tanto la semplice intitolazione femminile di vie, piazze e giardini, quanto l’elaborazione di uno strumento efficace che permetta, come dichiara Maria Pia Ercolini, di «spostare la visibilità cittadina delle donne dal piano fisico a quello culturale» e intaccare così «l’immaginario collettivo, irrazionale e persistente, che, tra manifesti pubblicitari e vetrine» rende le donne più corpi che persone.

1 commento su questo articolo:

  1. gemma ha detto:

    Credo di abitare in una zona di Roma “privilegiata” da questo punto di vista. Mi trovo in via Eleonora d’Arborea, ma, nel giro di pochi isolati posso precorrere via Contessa di Bertinoro, via Matilde di Canossa, via Isabella d’Aragona, via Piccarda Donati, via Sant’Orsola…strade della nostra grande e bella capitale dedicate a donne che si sono distinte per le loro particolari qualità morali e che, in ogni caso, hanno influito positivamente sulla storia del nostro Paese, meritando l’intitolazione della strada. Non è sempre così, come ha sottolineato l’autrice dell’articolo. Eppure quante donne sono le vere protagoniste della nostra storia passate e attuale, quante meriterebbero di essere ricordate al pari di tanti uomini, quante sono stimate e apprezzate nei diversi ambiti della cultura, delle scienze, dello spettacolo: Rita Levi Montalcini, Maria Montessori, Oriana Fallaci, Grazia Deledda, Anna Magnani, Elsa Morante, Nilde Jotti, Susanna Agnelli, Silvana Mangano, Sophia Loren, Mina, Margherita Hack…..Spostare la visibilità delle donne dal piano fisico a quello culturale si può fare, basta solo rifletterci un attimo e la lista dei domi per la toponomastica del futuro, quella delle pari opportunità è lunghissima

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