suor Valeria fra le lucciole

27 giugno 2012 di: Bruna Masi

Sono passati circa due mesi, da quando ho realizzato un servizio televisivo sulla prostituzione a Palermo, è stata un’esperienza forte. Sebbene l’argomento fosse in fondo antico, si dice quanto il mondo, diverse cose sono state per me una sorpresa. Quella che più di tutti mi ha colpita è stata una donna: Suor Valeria, la sua vita, infatti, è ispirata alla assoluta dedizione di se stessa nei confronti del prossimo. Non aiuta gli altri, in questo caso le prostitute, dando loro quello che può o vuole dare, ma dando ciò che loro vogliono. Suor Valeria e il suo gruppo di volontarie cominciano col contattare le ragazze sul luogo dove si prostituiscono, portano loro da mangiare e da bere. Le ragazze le aspettano, hanno imparato a fidarsi. Se qualcuno del team di suor Valeria manca all’appuntamento, le ragazze chiedono subito notizie, s’informano. Suor Valeria, lei stessa sorpresa, mi racconta, di quanto grande sia il desiderio di preghiera in queste donne costrette ad essere schiave del sesso, terrorizzate dalle pratiche woodu che, spesso, chi le sfrutta minaccia di esercitare contro di loro: “E’ ora di pregare” dicono le ragazze a Suor Valeria che sarebbe invece più disposta a parlare per sapere qualcosa di più della loro vita, accondiscende però ai loro desideri perché capisce che per loro è molto importante creare le condizioni della preghiera.

Spesso i clienti disturbano, si lamentano. Senza demordere dal suo intento suor Valeria e i suoi collaboratori cercano altri posti, altre strade, finiscono così con il darsi appuntamento in luoghi sempre diversi. Ogni volta l’incontro è un momento di gioia, di scambio e di condivisione che le ragazze attendono con ansia. Mentre Suor Valeria mi parla, la sua voce è pacata, lo sguardo fiducioso, tante sono le storie che potrebbe raccontarmi: molte di loro, dice, hanno avuto un destino crudele, si sono ammalate, sono state uccise. “A me basta che una soltanto di qualcuna di loro ce la faccia, e che possa salvarsi e riappropriarsi della propria vita” conclude “per pensare che abbiamo avuto successo.” A volte ancora mi capita di riflettere su queste parole e sull’altruismo di Suor Valeria, confronto la sua vita con la nostra, di noi che vogliamo il successo il più in fretta possibile, che cerchiamo di appropriarci di tutto dando il meno possibile, e la pazienza della suora, la sua bontà, mi sembrano gli ultimi valori rimasti.

13 commenti su questo articolo:

  1. Irene.p ha detto:

    Avevo una zia suora che mi ha dato un grande esempio di vita, intendo vita reale non religiosa, questa suor valeria che porta le bibite e li panini alle prostitute me la ricorda molto, in ogni caso manca molto l’altruismo, in questo periodo, in cui sarebbe necessario anche in politica.

  2. anna trapani ha detto:

    Articolo bello e molto partecipato emotivamente. Mette in evidenza il lato migliore dell’essere cattolici: la carità verso gli ultimi e i diseredati, coloro che non sono nessuno e invece sono i prescelti da Dio.

  3. Paolo.Russo ha detto:

    Vedo sempre live sicilia e mi fa pacere che a parlare dei valori della dedizione o dell’altruismo sia una donna giovane, allegra e spregiudicata!

  4. federica aluzzo ha detto:

    Bell’articolo che ci riporta ai valori che contano! Quando si arriva a comprendere che si è tutti legati e che il benessere del prossimo coincide col proprio benessere qualcosa nella vita cambia. La preghiera ha un potere incredibile. Pregando ci rivolgiamo umilmente a Dio, ricordandoci che noi non siamo niente senza di Lui; emaniamo energia positiva, amore incondizionato, pensieri che vanno ad alimentare la terra e l’universo. Si rafforza la nostra fede ed entriamo in relazione con influenze superiori. Spesso la preghiera alla fine lascia un senso di pace, colma quel senso di mancanza che di solito ci rende irrequieti e ci predispone ad amare maggiormente il prossimo. Sarà per questo che le prostitute attendono con ansia quel momento.. Ma la preghiera è solo il primo passo. Sarebbe fine a se stessa se non accompagnata dall’azione. Quando l’amore viene alimentato in se, poi inevitabilmente, vuole essere condiviso. Sono d’accordo che questo dovrebbe essere il principio ispiratore dei politici. Fare fare fare per gli altri, per il bene comune, per il bene dei propri fratelli. Siamo molto distanti da questi principi, ma mi piace immaginare una nuova politica-spirituale alla guida del nostro paese, sostituendo l’ottica del fare per i propri interessi personali, del fare bene solo per ottenere più voti, col FARE BENE SOLO PER AMORE DEL PROSSIMO. Sarà un’utopia? Credo di no. Qualcosa piano piano sta realmente cambiando

  5. Bianca ha detto:

    L’utopia, spero giovanile di Federica, è veramente esagerata l’articolo invece è parco di parole ma ricco di significati. Brava alla Masi che seguo sul piccolo schermo ed anche sui video del sito.

  6. Maurizio ha detto:

    Bruna in questo articolo desidera che i lettori siano consapevoli dell’amore e della dedizione di suor Valeria e il gruppo di volontari … L’Amore bussa a tutte le porte, non ne sfonda mai nessuna: la forza sta nella pazienza. M.Maddalena

  7. Cristina ha detto:

    L’articolo della Masi donna bella e simpatica, vedo livesicilia tv, che credo anche profondamente religiosa, con la descrizione di questa suora ci dà fede nei valori, il commento di F,Aluzzo ci riporta al bigottismo più antiquato, i sermoni non interessano più, gli esempi si!

  8. Mariella ha detto:

    Seguo sempre bruna masi in tv e su livesiciliaTV.it e’ la riprova che si puo’ avere una fervida fede, come da lei traspare, ma non essere mai bigotti. Brava un bell esempio di donna. Continuero’ a seguirla. Vorrei sapere se scrive anche per qualche altro giornale? Grazie Mariella

  9. Letizia ha detto:

    Credo anche io che sia una brava giornalista religiosamente laica apprezzo il suo stile. Per rispondere a Mariella credo che scriva su palermoreport.it ma non ne sono certa. So che e’ il giornale del marito Ugo piazza. Ma non ne sono certa.

  10. Francesca b. ha detto:

    Io sono molto contenta di vedere che il vostro bel giornale si arricchisca a volte, troppo poco a mio parere, di nuove firme giovani e valide come quella della masi

  11. Luisa ha detto:

    Per cortesia fate sapere al sindaxo Orlando che corriamo rischi con la Aluzzo. Abbiamo fatto tanto e facciamo tanto per laicizzare le istituzioni e lo stato ed ora mettiamo dentro il nuovo consiglio comunale una che invoca il potere spirituale della politica? cosa di cui facciamo volentieri a meno perché già basta e avanza l’influenza del vaticano sui nostri costumi. Ma siamo diventati matti o cosa? Ma la Aluzzo non è quella che danza? che danzi che danzi pure e si tolga dalla politica.

    • rosanna pirajno ha detto:

      Vorrei spendere due parole sui commenti suscitati dall’articolo di Bruna Masi, a cominciare da quello Aluzzo:
      vorrei proprio che Federica si rendesse conto che il suo misticismo spinto fino al bigottismo, come temiamo sia, non si addice a noi laiche/i – anzi di più – per formazione e convincimento e quindi di pensiero e comportamenti conseguenziali;
      tantomeno si addice alla tua posizione di consigliera in un consesso che auspichiamo di massima laicità e apertura verso quelle questioni sociali, divorzio coppie di fatto fine vita aborto sessualità ecc.., che il bigottismo politico della destra relega ai margini della discussione e della pratica pubblica. Che non le venga in mente di pontificare da quel pulpito per le sue convinzioni religiose, se la sua coscienza soffre meglio lasciare spazio a chi sappia interpretare laicamente il disagio altrui. Laicità è anche accettare pensieri diversi, ascoltare altre voci e capirne le ragioni senza per questo lasciarsene coinvolgere, ed è quello che proviamo a fare con le aperture a nuove collaborazioni, benvenute specie se di voci fresche e giovani di idee. Grazie a chi ci segue “criticamente” con commenti e suggerimenti.

  12. fede aluzzo ha detto:

    Ciao, mi spiace stiate male interpretando i miei pensieri ed il mio modo di vivere la religiosità senza neanche conoscermi. Ho parlato solo del potere della preghiera e della interpretazione della politica secondo il principio per cui nasce, sia per i laici che per i religiosi: SERVIZIO PER IL BENE COMUNE; scusate se mi sono espressa con termini che forse non abbracciano tutti come AMORE PER IL PROSSIMO. Per quel che riguarda la SPIRITUALITA’ per me è un concetto ben diverso da religione che sia cattolica o altro. Non ho parlato nè di chiesa, nè di regole della chiesa, alcune delle quali io stessa non condivido, per cui consiglio di essere prudenti prima di dare giudizi sugli altri. Rispetto i laici, rispetto le persone in quanto tali a prescindere dal credo religioso. Sono consapevole del danno che spesso fanno le religioni, ma non rinnego il mio sentire, senza per questo essere bigotta. Per quanto riguarda il nostro sindaco, che legge il vangelo e si dimostra molto partecipe della vita delle comunità religiose palermitane, non penso che per lui sia un rischio avermi dentro il consiglio comunale. Per il resto sono assolutamente d’accordo che la politica non deve mischiarsi con le regole della chiesa, ma abbracciare le esigenze di tutti quanti. Lo davo per scontato, ma forse il mio commento forse troppo enfatico sulla preghiera e la spiritualità ha creato degli equivoci e paure infondate. Tranquille..

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