l’utopia di una donna e due uomini fa spettacolo a Roma

23 giugno 2012 di: Clara Margani

Lo spettacolo, che s’intitola come il testo teatrale, è “The coast of Utopia”, rappresentato in tre parti in tre settimane successive prima al Teatro Carignano di Torino e poi a Roma al Teatro Argentina. L’autore del testo è Tom Stoppard, il regista Marco Tullio Giordana e la produttrice Michela Cescon.

I titoli delle tre parti: Viaggio, Naufragio e Salvataggio, rimandano ai fermenti della Russia prerivoluzionaria tra il 1833 e il 1868; un immenso paese senza letteratura né ideologia autoctone in cui intellettuali e protorivoluzionari cercarono di liberarsi dell’influenza europea, in particolare francese ed inglese. A costoro si affiancano a vario titolo esponenti meno conosciute dell’intellighenzia: sorelle, mogli, amanti che condivisero ma anche sollecitarono il formarsi delle idee e delle azioni. Le sorelle di Bakunin, donne troppo colte per essere apprezzate nella società russa del tempo, la prima e la seconda moglie di Herzen troppo libere emotivamente e sessualmente anche nella società cosmopolita degli esuli.

Uno spettacolo teatrale ma anche molto cinematografico, vista la formazione del regista, con scene che si aprono e si chiudono come il diaframma della macchina da presa. Un cast meno stellare di quello previsto inizialmente per problemi di tagli, con un Luca Lazzareschi superbo nella parte di Aleksandr Herzen.

Ma soprattutto c’è l’utopia più attuale di un’attrice come Michela Cescon, premiata all’ultimo David di Donatello per la sua interpretazione della moglie di Pinelli nel film “Romanzo di una strage”, che si è innamorata del testo di Stoppard e ha chiesto la collaborazione di Marco Tullio Giordana, accettando la sfida di finanziare l’impresa con la sua Zachàr Produzioni, creata per l’occasione e a alla quale ha voluto dare il nome del servo di Oblomov. Un’impresa titanica per realizzare tre spettacoli di circa 2 ore e mezza ciascuno, per cui sono stati necessari tre anni di progettazione, 3 mesi di prove, la creazione di 200 costumi, la partecipazione di 31 attori e di 68 tra tecnici e personale dello staff.

E poiché la bellezza dell’utopia sta nel suo essere irrealizzabile o irragiungibile, si può dire che avvicinarsi alla sua ‘sponda’, come è avvenuto in questa occasione, nonostante le difficoltà del viaggio, è stata veramente un’impresa meritoria e affascinante.

1 commento su questo articolo:

  1. Velia ha detto:

    Ho visto all’argentina lo spettacolo, meglio di così per menon si poteva recensire… cioè la margani ha sentito come me, stesse emozioni, brava

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