una città da risanare

12 maggio 2012 di: Fortunata Pace

Avevamo detto di stare alla finestra in attesa del ballottaggio per l’elezione del sindaco. Ma ogni ipotesi di accordi e patteggiamenti più o meno palesi, dopo il 6 e 7 maggio, è andata a farsi benedire. Il risultato della prima tornata consegna ad Orlando una percentuale di voti a prova di rischio. Quindi possiamo chiudere la finestra e tenerci per noi tutta quanta una serie di considerazioni che, sin dal “gioco” delle primarie, ci ha lasciato perplessi e delusi.

Leoluca Orlando che dopo anni, trascorsi a fare politica in altri luoghi e con altri ruoli, si riprende la poltrona di primo cittadino, ci ha ricordato con martellante pubblicità che “il sindaco lo sa fare”. Non ci resta che sperarlo, poiché oggi occorre avere autentica voglia di risanare, per quel che è possibile, questa città, di dare nuovo senso alla sua storia. Nella panoramica, la più varia forse, dell’elettorato del 47,33% di sostegno, vi sono molti cittadini semplici e onesti che guarderanno con attenzione all’opera che Orlando si prefigge. Non ci si attende miracoli e non è più tempo di “primavere”. Ma che si spazzi via ogni tempesta invernale, certamente sì. Chi affronta un arduo compito e ha mostrato di volerlo fare, sa che, nel bene e nel male, Palermo può, in ogni momento, diventare una città sveglia e cosciente.

3 commenti su questo articolo:

  1. ines ha detto:

    Io ci credo in quello che orlando potrà fare, ho fiducia che dalla sua esperienza di politico che conosce questa città, possa nascere qualcosa di buono, di meglio sicuramente rispetto al passato. perchè lo farebbe altrimenti?

  2. fiammetta ha detto:

    Anch’io come ines, penso che orlando abbia competenze consolidate rispetto a ferrandelli. Decido il mio voto rispetto a questo e orlando mi ispira più fiducia anche per la sua opposizione a lombardo che nè in ferrandelli nè nel partito democratico vedo, al contrario orLANDO mi sembra svincolato rispetto agli inciuci del governo di questa città

  3. Guido ha detto:

    Anche se quella primavera non potrà tornare perché allora le condizioni economiche erano diverse, sono certo che il ritorno di Orlando possa essere la vera svolta x Palermo che Ferrandelli non può dare invischiato com’è nei partiti e nel sostegno ad un governo regionale il cui presidente è indagato per mafia. Orlando può essere per Palermo quello che Pisapia è per Milano e De Magistris per Napoli. I palermitani l’hanno votato perché stanchi dei partiti e degli imbrogli.

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