cronache da Panormuck, travolta dalle elezioni

4 maggio 2012 di: Luigi Colajanni

Mi ricordo quando ero piccolo e d’estate faceva un caldo bestiale, stavamo con le persiane semichiuse e le finestre aperte e mia madre mi permetteva di stare in mutande e canottiera. Ogni tanto, una misteriosa voce che rompeva il silenzio della città sopraffatta dalla canicola estiva … «questa è la voce della Ktystyanskaya Demokratya … questa sera, a Piazza Massimo parlerà l’onorevole Wyrtykk» oppure «questa è la voce del Partito Comunista di Panormuck, questa sera a Piazza Politeama parlerà il compagno Skatoskyn». Mio padre non si perdeva un comizio del Compagno Skatoskyn, e quando tornava a casa mia madre gli domandava:

– come è andata?

– bene, rispondeva lui, c’era la piazza piena, un discorso pieno di passione.

Quello che noto, in questa sonnolenta campagna elettorale per la successione al trono che fu dell’Inetto Kubalybr, è la mancanza di passione. Il consenso non viene cercato attraverso una identità di idee tra candidato e elettore, mi sembra, addirittura, che l’elettore non venga neanche visto come un essere pensante a cui spiegare il proprio programma, ma nella moderna politica del mordi e fuggi, nell’era del “Grande fratello”, di “Amici”, dell’”Isola dei Famosi” la strategia sembra essere diventata quella di raggiungere, attraverso tutti i mezzi di comunicazione esistenti, il massimo numero di persone possibili sperando che qualcuno resti impigliato nella rete. Mi sembra che l’unico messaggio che si cerca di veicolare, attraverso l’organizzazione di cocktail e aperitivi, sia «io a te ci tengo, guarda come ti faccio stare bene adesso, immagina come ti tratterò una volta eletto».

In effetti, per quello che sono riuscito a seguire, nessuno, ma proprio nessuno dei candidati ha spiegato come intendeva realizzare il proprio programma, dove intendeva recuperare le risorse, per esempio per fare funzionare l’azienda municipalizzata che si occupa della pulizia delle strade ma tutti, nessuno escluso, ci hanno promesso strade pulite; stesso discorso si potrebbe fare per il piano traffico e vigili urbani, per i chilometri di costa che tutti promettono di recuperare, per il centro storico e così via.

Ormai il giorno del verdetto è vicino e, molto più che il giorno dell’esame per i candidati, sembra essere quello dell’esame per il popolo di Panormuck, che non rinuncia alla sua tradizione festaiola e gozzovigliatrice, e in questo momento si gode questi ultimi festeggiamenti forse, un poco, come l’orchestra del Titanic che continuava a suonare mentre la nave stava affondando.

1 commento su questo articolo:

  1. Laura ha detto:

    I ricordi dei comunisti contro i democratici cristiani l’abbiamo tutti beh almeno loro e gli altri erano prevedibili, ma ora ? Orlando forse va con Lombardo, Lombardo forse pure con Ferrandelli ed Aricò perchè non con la Monastra… aiuto non voglio votare

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