contro il Muos per un Mediterraneo di pace

16 maggio 2012 di: Monia Gangarossa

Lo scorso 4 aprile ci siamo ritrovati a Comiso, a distanza di trenta anni, per ricordare la straordinaria giornata del 1982 in cui oltre centomila siciliani e tantissime persone giunte da tutta Europa sfilarono per dire no alla costruzione di una base militare, che avrebbe dovuto accogliere 112 missili cruise a testata nucleare: erano parte di un poderoso movimento che per un decennio lottò per liberare il mondo dal dominio delle superpotenze di allora, convinto della necessità di un’Europa “senza missili dall’Atlantico agli Urali”.

Nel 1982, alla testa e al fianco delle manifestazioni di Comiso c’era Pio La Torre, che più di ogni altro aveva intuito come la lotta e l’impegno per la pace, contro la militarizzazione della Sicilia, si intrecciavano a doppio filo con un impegno più antico: quello antimafia, per la democrazia e la legalità. Intuizione talmente profonda da armare la mano della mafia che, 26 giorni dopo quella straordinaria giornata, il 30 aprile a Palermo assassinava lui e Rosario Di Salvo. I missili a Comiso indicavano che il nuovo fronte del conflitto si stava spostando nel Mediterraneo. A distanza di 30 anni il Mediterraneo e la Sicilia costituiscono ancora fronte e centro degli interessi di guerra: 30 anni e 19 km. Non più Comiso infatti, ma il territorio di Niscemi e la riserva naturale Sughereta, ospitano l’arma perfetta per i conflitti del 21° secolo: il MUOS, Mobile User Objective System.

Il MUOS di Niscemi è uno dei quatto terminali terrestri, parte di un programma gestito dal Dipartimento della Difesa Usa: una rete di mega antenne e satelliti per telecomunicazioni veloci. È un sistema per propagare e moltiplicare gli ordini di attacco convenzionale, chimico, batteriologico e nucleare, ad uso esclusivo delle forze armate degli Stati Uniti d’America. Tre terminali sono installati nel sud-ovest dell’Australia, nel sud-est della Virginia, e nelle isole Hawaii. Il quarto ha trovato “ospitalità” nella sughereta di Niscemi, dove sono già state devastate decine di ettari di riserva naturale e dove sono già per essere installate tre grandi antenne paraboliche dal diametro di più di 18 metri e alte quasi 150 metri che guideranno, con le loro onde elettromagnetiche, missili e aerei senza pilota. Gli studiosi non allineati con il pensiero unico dominante ne denunciano il pesante impatto sull’ambiente, sulla salute delle persone, sul traffico aereo e hanno già definito il MUOS un pericolosissimo maxi forno a microonde.

E così, a distanza di 30 anni le riflessioni e le azioni di Pio La Torre, le ansie e le preoccupazioni che esprimeva, trovano sponda in un composito movimento formato soprattutto da giovani e giovanissimi, da associazioni e singoli cittadini, che rifiutano l’idea di Sicilia come portaerei e avamposto armato nel Mediterraneo, e lavorano perché la nostra isola sia piattaforma di pace e dialogo, terra capace di valorizzare le proprie risorse naturali e culturali e perché il Mediterraneo sia quel mare di pace sognato e rivendicato da chi si mobilitava in quei giorni del 1982.

Il 19 maggio saremo quindi a Vittoria per ribadire il nostro NO al MUOS e per sostenere concretamente l’impegno dei movimenti che fino a ora hanno denunciato quanto accade a Niscemi in una sorta di silenzio generale, e che cercano di informare e attirare l’attenzione delle cittadine e dei cittadini, delle istituzioni, dei media.

Ritroviamoci a Vittoria, con lo stesso spirito del 4 aprile a Comiso, per:

• riaffermare un impegno e una volontà di pace;

• superare le ipocrisie di chi da una parte dice di voler sostenere l’ansia di libertà dei popoli arabi e che poi in realtà utilizza le bombe anche contro civili inermi per assicurarsi il controllo delle fonti di approvvigionamento energetico;

• denunciare la continua militarizzazione del nostro territorio (da Trapani a Lampedusa, da Sigonella a Niscemi, attraverso i Global Hawk – aerei senza pilota – e il MUOS), lo sfruttamento e la distruzione del mare, delle coste, del territorio;

• sconfiggere chi pensa al Mediterraneo solamente come ad un unico immenso mercato, dentro il quale solo le merci hanno diritto a muoversi e chi ha voluto blindare le nostre frontiere, trasformando porzioni della nostra isola in lager dove tenere reclusi, privi di ogni diritto, migliaia di persone;

• sostenere in maniera attiva i processi di democratizzazione nell’area mediterranea;

• promuovere una comunità mediterranea dei diritti, per uscire insieme dalla crisi economica e sociale;

• rilanciare l’impegno contro le mafie, per la democrazia e la libertà.

Promuovono: Arci, Auser, Banca Etica, Cepes, Cgil, Libera, Il Clandestino, Rete Degli Studenti Medi

Fino ad oggi hanno aderito : Comitati No Muos di Niscemi, Modica, Vittoria, Chiaramonte, Caltagirone “OndEvitare”, I Siciliani giovani, Ass. Lababel, Terre Libere, La Fabbrica Collettivo, Campagna per la smilitarizzazione di Sigonella, Rifondazione Comunista Sicilia, Sinistra Ecologia e Libertà – Sicilia, Federazione della Sinistra Sicilia, Partito Comunista del Lavoratori – Ragusa, Mezzocielo – Palermo, …

Adesioni individuali: sen. Fabio Giambrone, segretario IDV Sicilia, Riccardo Orioles, giornalista, …

per adesioni inviare una mail a : vittoria19maggio@gmail.com

pagina fb: Contro il Muos e per un Mediterraneo di pace (http://www.facebook.com/events/391779760866406/)

1 commento su questo articolo:

  1. Marcella Geraci ha detto:

    Spero di poter venire anch’io!

Commenta questo articolo:







*
AdvertisementAdvertisementAdvertisementAdvertisement