la parodia del sud non cambia in tv

9 aprile 2012 di: Rita Annaloro

In effetti ci mancava la parodia della talebana dall’accento meridionale, intervistata da Sabina Guzzanti nella trasmissione “Un due tre stella” del 28 marzo. Mancava l’ultimo anello di collegamento alla teoria razzista strisciante che vede la “donna del Nord” istruita, indipendente e sollecita nel processo di emancipazione della donna del Sud, stereotipatamente succube dell’uomo. «In quale film?» mi chiederanno le amiche di Mezzocielo. Infatti la maggior parte dei film, da quelli del neorealismo ai personaggi femminili descritti da Eduardo De Filippo, mostrano delle donne meridionali molto più decise ed indipendenti di quanto sia opinione comune in Italia.

La disoccupazione femminile colpisce soprattutto il sud, si dice, dal momento che il lavoro nero non è quantificabile, e la vulgata versione televisiva dei romanzi di Camilleri spesso dà credito alla teoria secondo la quale la donna del sud sta in casa a lavorare per il suo uomo, più o meno geloso. Che questo poi non sia vero, o non sia più vero nelle campagne del sud che del nord, dove fino a 50 anni fa quando c’erano ospiti la donna mangiava in cucina, non interessa a nessuno. Ciò che deve passare nel sentire collettivo è quest’immagine di distanza culturale, l’associazione mentale del sud col mondo arabo, ostile e inferiore anche negli aspetti apparentemente più neutri.

Che il personaggio di Assundam, messo in scena da Rosalia Porcaro, a Zelig Circo fosse accomuna-to a una serie di maschere grottesche, fra cui le immigrate meridionali interpretate da Teresa Mannino, non fa specie, visto che i comici scelti dovevano far ridere soprattutto il pubblico di Mediaset, ma che gli autori indipendenti di “Un due tre stella” continuino a cercare di far ridere basando la loro satira sui pregiudizi razziali è un po’ deludente, a meno che non vogliano alludere al fenomeno di integrazione in corso in tutta Italia, dove gli stranieri a volte parlano con le cadenze regionali. Assundam, allora, o si è già trasferita a Napoli con tutta la famiglia o ha una storia con un militare napoletano o entrambe le cose, ma tutto questo già si è visto nella vita vera, mentre il teatro e lo spettacolo in generale continuano a proporci immagini di cinquanta anni fa.

2 commenti su questo articolo:

  1. Annamaria, Z. ha detto:

    Comunque la Guzzanti mi ha deluso sotto tanti profili, naturalmente dato che è la Guzzanti nessuno ne ha parlato nè bene, nè male

  2. rosamaria ha detto:

    A me questo programma non è piaciuto affatto mi ricordo le prime entusiasmanti uscite della Guzzanti, adesso tutto è ripetitivo, ho visto ieri il Draquila e mi è piaciuto moltissimo, forse dovrebbe fare inchieste e non intratenimento

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