che magnifica presenza nel cinema di Ozpeteck

7 aprile 2012 di: Daria D’Angelo

Un appartamento romano in un palazzo d’epoca e Pietro (interpretato da un attonito Elio Germano), un ragazzo deciso a seguire il suo sogno : lo accompagnano nel suo trasferimento in solitaria, una compagnia di attori-fantasma. Il film  Magnifica Presenza di Ozpetek ha diviso i pareri del pubblico: c’è chi ne rimane deluso e chi invece lo esalta. La nota della diversità, questa volta non è solo quella sessuale, è anche un diverso che costringe a guardarsi dentro per comprendersi a fondo. Si parla del labile confine tra realtà e finzione, nella vita come sul palcoscenico artistico. Un viaggio nella memoria storica (il fascismo e l’antifascismo), nel mistero della recitazione elevata a gran teatro della vita, dove vanno in scena il bello e l’orribile delle passioni umane.

Come non riconoscersi in tutte le fragilità, le paure e i complessi del protagonista in una società che va da tutt’altro verso, lasciandoci spesso all’angolo senza capire chi ha ragione o torto? Il fatto che Pietro riesca a percepire e vivere ciò che gli altri non vedono è estremamente emblematico e d’effetto, è una bipolarità che gli permette di accettare delusioni, di inseguire illusioni, di vivere per un sogno e dare così un senso a quel modesto lavoro quotidiano che gli consente di “vivere”. Crearci un mondo tutto nostro vuol dire evadere dalla normalità di una vita che in tanti momenti ci sembra priva di stimoli e ideali, sinonimo di noia e banalità. Lo scontro duro dei sensibili, dei romantici diventati anacronistici per quella maledetta tendenza a dare valenze sbagliate, è solitudine, capace di ingigantire un incontro e trasformarlo in una storia d’amore, pur di uscire da un vissuto fatto di materialità. Disillusioni e giornate in cui, se la trappola dei sogni non si fondesse con la realtà e l’ immaginazione, e non intervenisse per dare un senso, forse potremmo impazzire per overdose di realtà. Ogni percorso di vita è costellato di sogni e speranze, ogni grande gesto e ogni risultato importante è il frutto di questo splendido connubio.

La follia delle persecuzioni è stata realtà, come lo è la finzione di ogni regime, aerea è invece quella fantasia che ci aiuta a superarne l’atrocità. I fantasmi buoni che ci guardano mentre dormiamo sono gli unici a capirci quando siamo stati traditi, perché a loro volta sono stati traditi, e sono sempre presenti, non esistono che nella nostra fantasia. Ci stanno accanto in quelle lunghe ore di solitudine fino a che non riusciamo ad affrontare la realtà che ci ha feriti, ma ci aspetta sempre, inesorabile, oltre la porta di casa. È follia pensare di riuscire tutta la vita a difenderci dagli altri, continuando a fuggire da noi stessi.

2 commenti su questo articolo:

  1. Silvana ha detto:

    sono contenta che tu la pensi come me ,resta Ozpetek un regista dal cognome difficile ma dall’approccio facile, e il film come sempre buono

  2. cettina ha detto:

    Un film fragoroso malgrado i silenzi lunghi dei personaggi, forse uno dei suoi più belli.

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