Apriamo!

21 aprile 2012 di: Marianna Marino

Da qualche tempo chi si muove a passo lento di gambe o pedali per le strade di Palermo avrà notato il moltiplicarsi di adesivi pieni di sguardi familiari su muri, lampioni, cestini dei rifiuti o passanti: Anna Magnani, John Belushi, persino Wonder Woman, la luna semi-accecata di Méliès, e tanti altri ancora. Tutti questi occhi parlano, e dicono una sola, categorica cosa: “APRIAMO”. L’apertura è riferita allo stato in cui versano i Cantieri Culturali alla Zisa, contenitore svuotato da troppo tempo del suo legittimo contenuto. 200.000 mq di potenziale spazio di confronto, condivisione e diffusione culturale la cui fruizione è stata impedita alla cittadinanza da cecità politiche e non. La manifestazione svoltasi in Piazza Pretoria il 19 aprile 2012 – vivace e colorata, sì, ma anche chiara e risoluta – ha infatti presentato una lettera aperta (letta in piazza, per farne conoscere la sostanza a tutti) a Luisa Latella, commissario straordinario del Comune di Palermo. La manifestazione ha tuttavia pronunciato ad alta voce un’altra parola-chiave nella vicenda dei Cantieri: “DINIEGO”. Questa parola, esposta sui cartelli appesi al collo di molti manifestanti e scandita più volte durante la lettura, si riferisce a una risposta dell’amministrazione comunale in seguito alla richiesta di autorizzazione di un programma di iniziative da tenersi ai Cantieri da aprile a maggio (tra cui il Sicilia Queer filmfest, proiezioni, incontri, conferenze, ecc.). Tale diniego è stato giustificato sulla base di ragioni di sicurezza alquanto fumose, dato che negli stessi spazi sono attivi da anni l’Institut Français e il Goethe Institut. Sicuramente – forse anche a causa dell’imminente evento elettorale in cui si auspica un ricambio della classe dirigente cittadina – questo è per la città un periodo in cui la rivendicazione degli spazi negati è sentita più che mai: ciò è evidente nei casi dei Cantieri, del Teatro Garibaldi e delle aree verdi bistrattate e difese da numerosi comitati cittadini. Quello che è certo è che, come ricorda/urla Nanni Moretti in Palombella rossa, “Le parole sono importanti”. E se di cantieri si tratta, bisognerà, una volta per tutte, permettere loro di mettersi all’opera.

2 commenti su questo articolo:

  1. Rosanna Pirajno ha detto:

    utilissimo parlarne!

    • marianna ha detto:

      per ora c’è un bel fermento in giro per la città: speriamo che queste energie possano far scaturire un concreto rinnovamento politico-culturale!

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