Stereotipi da 8 Marzo

8 marzo 2012 di: Veronica Schillaci

Invece di annoiarvi su quanto la festa della donna ci offenda e svilisca in quanto tali, sul fatto che festeggiare significherebbe affermarsi come genere superiore solo un giorno sui 365 dell’intero anno e bla bla bla bla, vorrei provare ad affrontare lo spinoso argomento di questa festa mettendo insieme quelle informazioni che ho recepito qua e là, da persone completamente diverse tra loro, con un po’ di ironia.  Mi sono immaginata reazioni disparate di diversi prototipi di donne, alla vigilia di un evento che, per alcune passa regolarmente inosservato, mentre per altre assume un valore completamente opposto.

Stereotipo 1- la donna che ci tiene moltissimo:

E’ solitamente strozzata da una relazione soffocante con un “vero uomo”, uno di quei tipi che non gradisce che la propria femmina vada in giro da sola o in branco per farsi vedere dagli altri uomini. La ritiene troppo debole per cavarsela da sola, o poco fedele nei suoi confronti. Fatto sta che l’uomo vecchio stampo ragione così.

Per lei la festa della donna ha la valenza del classico biscottino per cani, una ricompensa per essersene stata buona tutto l’anno, senza avanzare pretese. Un giorno in cui, al contrario del resto, è libera. Per lei bisogna necessariamente fare di tutto in una sola serata: ci fa entrare a forza aperitivo, passeggiata, alcolici, cena in un locale, karaoke, sbronza e post sbronza. Una giornata memorabile, almeno fino al prossimo anno!

Stereotipo 2- la donna a cui piace essere coccolata:

E’ di solito una mamma o anche una nonna, e si accontenta di ricevere un pensiero.

Non le preme uscire a tutti i costi a festeggiare, ma si offende terribilmente se il marito o il figlio maschio dimentica di farle dono di quegli allegri mazzi a pallini gialli, che non sono solo il simbolo della donna, ma che portano allegria ed una nota diversa tra le sue giornate ahimè tutte uguali. E poi, si sposano benissimo con la carta da parati del salone.

Stereotipo 3- la donna scroccona:

Più che una serata goliardica, la considera un secondo anniversario.

Ha una relazione stabile con un uomo zerbino che probabilmente sposerà, e quella sera è anche così stanca! Uscire non le interessa, ma se proprio si deve, meglio andare a cena con il proprio ragazzo, come ogni sabato sera. La smorfia come un’occasione romantica, la furba, e pretende un regalo coi fiocchi. Lo ha già scelto da un paio di mesi e non tenta neanche di mimare un’espressione sorpresa.

Stereotipo 4- la single ninfomane:

Ti chiama già da circa un mese, e sta organizzando tutto nei minimi particolari. Per lei è un’occasione come un’altra per fare baldoria e magari, trovare finalmente qualcuno. Ha comprato lingerie nuova di zecca, vestito succinto e ha raccolto informazioni su tutte le serate organizzate. E’ la scatenata regina della serata, e sprona le sue amiche più timide o impegnate a darsi da fare. La prima ad ammettere di essere ubriaca, la prima a vomitare. E per lei è solo una serata come tante.

Stereotipo 5- la snobbona intellettuale:

“Ma con tutti i problemi che ci sono: la fame nel mondo, il collasso economico, il buco nell’ozono, le vene varicose…ma dico io, secondo te, dovrei pensare a queste fesserie??”

La donna in questione si ritiene intelligente e capace più di un uomo, non ha certo bisogno che un numero del calendario glielo ricordi. Lo sa.

“E poi, scusa eh, ma non lo sai che c’è tutto un business dietro? Che questa festa l’hanno inventata i fiorai, come il San Valentino? Scema! ..Ma guarda che sono morte delle operaie, là, quando fu, in una fabbrica di cotone!! ….Eh! …Ma poi scusa, che sei, donna solo un giorno l’anno? E gli altri trecentosessantaquattro? …Ma poi, c’è un giorno degli uomini? No!! …Eh…e allora??”

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Mi scappa da ridere ma, giuro, mi trattengo, quando mi chiedono cosa ho in programma per l’otto marzo. Faccio un cenno del capo a quelli che mi fanno gli auguri per strada.

Non che mi senta più intelligente, è solo che non amo questo genere di cose.

E poi, se proprio devo essere onesta, spesso non rifletto sul fatto di essere donna, piuttosto che uomo, anzi me ne dimentico. Proprio come voi non spendete il vostro tempo a ragionare sul fatto che siete essere umani e ad esempio, non animali. Non ci penso al fatto che sono eterosessuale e non omosessuale, che sono bassa invece che alta. Sono distratta da cose più importanti.

2 commenti su questo articolo:

  1. Silvana fernandez ha detto:

    E’ vero Veronica proprio così anch’io che sono tanto più grande di te non mi pongo quotidianamente la domanda a che sesso appartengo,hai scritto piccole verità in un articolo divertente e …giovane

    • Veronica Schillaci ha detto:

      Grazie mille! Voleva esattamente essere un pezzo leggero, sono contenta di essere riuscita a trasmetterlo!

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