posti in piedi in paradiso, figurarsi all’inferno

14 marzo 2012 di: Rita Annaloro

«Viviamo in un mondo di miserabili», dice uno dei personaggi dell’ultimo film di Carlo Verdone, alle prese con le difficoltà della vita quotidiana, determinate dalla crisi economica che affligge tutti, ma specialmente gli uomini, vittime di donne stronze o nevrotiche, sembra dire il film. Certo anche i peccatucci e le miserie dell’universo maschile vengono svelati con occhio impietoso dal regista, sempre attento a cogliere le contraddizioni del mondo di oggi, ma la brava Micaela Ramazzotti è chiamata a parodiare una Kim Basinger all’italiana, con risultati a volte grotteschi. Forse tutto questo è voluto dal regista, che gioca elementi della comicità classica (lo scambio di appartamenti o la doppia vita di Domenico, uno dei personaggi principali) in forme estreme che rendono quasi irriconoscibili le storie di cronaca a cui siamo abituati.

Certo il valore della commedia sta proprio nella sublimazione delle angosce collettive: tutto va bene per sorridere di noi e delle nostre manie (facce ride’), ma altre volte Verdone è stato più graffiante ed incisivo. Si vede che con l’età diventa più indulgente verso questi padri a volte poco responsabili, ma sempre comunque affettuosi con i figli per i quali sono disposti a tutto, purché non si tratti di mettere in discussione la loro libertà. E su questo non c’è niente da ridere.

1 commento su questo articolo:

  1. Antonietta ha detto:

    hai ragione Rita non ci sono ne risate ne graffi, per me è banalotto, molto banale.

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