certe sentenze, certe volte…

20 marzo 2012 di: Rosanna Pirajno

Dicono che bisogna attendere le motivazioni della sentenza che ha annullato la condanna a sette anni per Dell’Utri, comminata dalla corte d’appello per il reato di “concorso esterno in associazione mafiosa” a cui ora, pare ne sia convinto il sostituto procuratore di cassazione Iacoviello, “non crede più nessuno”. Dicono che bisogna attendere, per capire cosa abbia inteso affermare con questa sentenza in contrasto con il pensiero e le azioni di Falcone e Borsellino, che sull’intreccio perverso dei colletti bianchi con le coppole storte ci hanno sbattuto contro fino a morirne.

E se mal-pensi che questa sentenza arrivi quando il cavaliere, – grande sponsor del bibliofilo che gli mise alle calcagne “l’eroe” Mangano caso mai gli si azzoppassero i cavalli -, tiene in pugno il governo Monti assai ben s-consigliato dal mettere mano a Rai e Giustizia sennò arriva la sfiducia e addio pax politica e risanamento finanziario, anche questo è un retropensiero che bisogna scacciare en attendent le ragioni a sostegno.

E se nel frattempo circola qualche ragionevole dubbio sulle “motivazioni” della strage Borsellino, magistrato e cinque agenti di scorta, pare – e sottolineo pare – voluta da pezzi di istituzioni collusi con pezzi di mafia, anzi pare proprio d’accordissimo nel voler eliminare quel troppo onest’uomo che si metteva di traverso nei loro affari scellerati, ecco, anche per questo sospetto da niente mettiamoci in fila ad aspettare che chi non ha parlato finora lo faccia ora, dopo questo annullamento rassicurante. Così non correrà il rischio di rimetterci posti di comando faccia prebende privilegi protezioni poteri ricchezze, solo per mettersi a posto la coscienza e pagare il debito con quel pezzo di società mite che da vent’anni è in lista di attesa per un refolo di verità e giustizia.

E se ti meravigli di altre vicende eccellenti, prescrizioni annullamenti distinguo formali e temporali e via salvando molto onorevoli personaggi, e magari ti meravigli fino a compatire quell’unico politico incappato in una corte che alle prove dei suoi contatti mafiosi ha prestato fede, sottraendogli lo scranno del potere a cui i degni compari sono ri-approdati con tutti gli onori, aspetta a dirlo in giro prima che a ds ti querelino e a sx ti accusino di intelligenza col nemico. Aspetta di sentire le motivazioni, che ti apriranno spiragli di luce sugli arcani di una giustizia davanti a cui tu, cittadino moderatamente onesto e fiducioso, del senso di certe sentenze – e ci metti pure quella sullo stupro di gruppo meno grave del singolo – proprio non riesci a capacitarti.

3 commenti su questo articolo:

  1. rosamaria ha detto:

    Più delle tasse di Monti io tremerei ed urlerei per questa nuova linea… per non dire altro, che sta prendendo il governo sulla giustizia che ricorda le leggi se non ad personam ma sicuramente ad hoc di Berlusconi.

  2. Antonio P. ha detto:

    Il titolo non è adatto gentile Rosanna, se noi andiamo al momento che la sentenza è depositata a vedere le motivazioni ci accorgiamo che non è solo alcune volte ma spesso ci sono oscuri i perché ed i come e molti assurdi ci sorprendono, non possiamo dire che il “bene amato” cavaliere avesse ragione perché lui si riferiva solo alle leggi che aveva infranto e voleva accomodare ma la riforma della giustizia è veramente necessaria.

    • rosanna pirajno ha detto:

      dici che avrei dovuto titolare non “certe volte” ma “sempre”? è che voglio lasciare aperto qualche spiraglio di speranza, di fiducia, e anche se convengo che ci sia bisogno di riformare la giustizia voglio sapere come, in che direzione … sia mai la facessero quelli che hanno pendenze varie e diffuse, non sarebbe igienico. grazie comunque della condivisione…

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