tra panem et circenses, meglio il pane

27 febbraio 2012 di: Clara Margani

Non si sopiranno per un bel po’ le polemiche sulla mancata candidatura di Roma ai Giochi Olimpici del 2020. Molti ambienti e forse soprattutto quelli non sportivi, si sentono defraudati di una chance che, come ha detto qualcuno, avrebbe potuto essere «un fattore di sviluppo» (Cicchitto), di crescita e di ritorno economico e che avrebbe permesso a Roma e di conseguenza all’Italia di presentarsi sulla scena internazionale in maniera prestigiosa.

Mario Monti sembra averla fatta grossa a non dare, da parte del governo, la copertura economica ai Giochi, gettando nello sconforto gli esponenti della cultura e i campioni sportivi, che gli avevano indirizzato un appello anche tramite la carta stampata, il sindaco Alemanno che voleva mettere questo fiore all’occhiello di Roma Capitale e i semplici cittadini appassionati di sport.

A differenza degli imperatori romani, Monti, “non eletto dal popolo” e con il compito titanico di risollevare le sorti del paese, non ha pensato di “distrarre” con i giochi i romani e gli italiani dalla situazione al limite dell’abisso in cui si trova il “bel paese là dove il sì suona” e ha detto un chiaro “no” ad un impegno che nella situazione attuale l’Italia non può assumersi con serietà e che anzi sarebbe andato ad aumentare le crepe già esistenti nella nostra economia, resistendo così al pericoloso fascino della retorica sportiva con i successi che i nostri atleti avrebbero potuto mietere sul patrio suolo, con i quali tutti si sarebbero identificati per poi dimenticarli una volta finiti i giochi e ritornare ad esaltarsi solo per i campioni del pallone.

Il popolo questa volta si dovrà accontentare solo del panem, non dato di certo gratuitamente ma a costo di grandi sacrifici, e rinunciare alla parte circense. E’ anche vero però che non “di solo pane vive l’uomo”, ma per fare dello sport bisogna mangiarlo se no manca l’energia e non solo non si può vincere ma nemmeno partecipare; dunque, avrà pensato Monti, quando non si possono dare tutti e due, è meglio optare per il primo.

2 commenti su questo articolo:

  1. ornella papitto ha detto:

    E’ stata un’ottima scelta. Ne avrebbero beneficiato solo i romani, ma le spese le avrebbero pagate tutti gli italiani.
    E poi quanta falsità mascherata da “fattore di sviluppo”: Lo sviluppo ci sarebbe stato, ma per i soliti noti affaristi. Questa volta sono rimasti a becco asciutto! Andassero all’estero a cercare lavoro e a misurarsi con chi è più professionale di loro.

  2. Carla Mondini ha detto:

    Basterebbe ad Alemanno fare una sola domanda ed anche alla polverini ma da dove avreste preso i soldi, e se era l’Italia un così bel paese come mai stavamo finendo più giù della grecia?

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