Lella Costa racconta la sua vita prima dell’incontro con il teatro

12 febbraio 2012 di: Clara Margani

In tournée per l’Italia con il suo spettacolo “Arie” Lella Costa sul palco racconta della sua vita prima dell’incontro con il teatro, quando, mentre frequentava il liceo e poi la Facoltà di Lettere, nacque il lei quell’impegno civile che è la chiave della sua esistenza e della sua carriera. Folgorata dalle idee e dall’attività di Franco Basaglia era entrata a far parte a Milano di un gruppo che teneva in piedi un ambulatorio autogestito per il disagio mentale. Lo psicodramma era in quel periodo una terapia molto seguita e i componenti del gruppo organizzavano con gli utenti degli psicodrammi in cui impersonavano persone affette da patologie mentali. A lei fu affidato il compito di impersonare una ragazza schizofrenica e la sua ‘interpretazione’ fu tale che i suoi compagni le consigliarono di dedicarsi al teatro e così fece. A questo ricordo il suo sorriso rimane un po’ sospeso, gli occhi le si velano un pochino: “Io non interpretavo”, dice, “Io ero quella ragazza, io soffrivo la sua stessa sofferenza, io volevo aiutarla con il mio lavoro. E da allora faccio sempre questo”.

2 commenti su questo articolo:

  1. gemma ha detto:

    Sono anni che seguo la soap opera”Sentieri” nella quale Lella Costa presta la propria, inconfondibile, ineguagliabile voce a Kim Zimmer (Reva Shayne Lewis). Credo che, dopo almeno venticinque anni di doppiaggio, sia entrata nel personaggio. Qualche volta mi è capitato di sentire la voce reale dell’attrice americana ma mi è sembrata quella di un’estranea, di una sconosciuta….Per quanto mi riguarda Lella è Reva. Anche nello svolgere questo lavoro è unica. Il suo impegno è tale che, quotidianamente riesce a entrare nel personaggio e, con lei, nelle case degli affezionati telespettatori. Grazie Lella, continua a farci sognare……

  2. lia biagi ha detto:

    Ritengo l’articolo di Clara esaustivo nel delineare con un’istantanea efficacissima il percorso artistico di Lella Costa ed il suo ritratto emozionale e nel contempo profondamente politico. Molte di noi sentono il bisogno di ri-generarsi attraverso una ricostruzione ideale di strade spesso sprofondatesi nell’indistinto di individualismi evanescenti. Lella è un esempio forte di una progettualità ancora proiettata nel futuro. La speranza è illimitata.

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