la breve vita della farfalla Whitney

17 febbraio 2012 di: Daria D’Angelo

Nel 2002 Whitney Houston aveva detto di sé: «Il piu’ grande demonio sono io. Posso essere il mio miglior amico o il mio nemico peggiore». Aveva solo 48 anni ed è stata una delle grandi regine della musica pop a cavallo tra gli anni 80 e 90, raccogliendo, grazie alla sua splendida voce ed al suo grande fascino, una lunga serie di successi mondiali. Nel 1993 fu protagonista, al fianco di Kevin Costner, del film “The bodyguard” che sbancò i botteghini e la cui colonna sonora vendette 45 milioni di copie. “I Will Always Love You”, canzone di Dolly Parton del 1974 diventò il singolo di un’artista donna più venduto della storia. La passione per la musica le proveniva dalla madre Cissy, cantante gospel e dalla cugina, la star Dionne Warwick. Gli ultimi anni della sua vita sono stati purtroppo segnati da abuso di droga e psicofarmaci e dalle pesanti conseguenze psicologiche dovute al fallimento, nel 2006, del suo matrimonio con il cantante Bobby Brown, sposato nel 1992. Purtroppo, ancora una volta, il successo non è stato sinonimo di felicità. Se n’è andata una delle più straordinarie star della musica internazionale, una donna che è stata una vera e propria icona, raggiungendo l’olimpo delle celebrità. Hanno causato la sua morte i problemi legati alla tossicodipendenza e alla depressione, quel demone dentro e fuori di lei contro il quale ha dovuto sempre lottare.

L’amore è stata una delle cause scatenanti dei primi problemi, negli anni ’80 era stata sentimentalmente legata alla star del football Randall Cunningham, seguì la relazione con il celebre attore Eddie Murphy, e poi l’uomo che le avrebbe stravolto la vita: il cantante Bobby Brown, noto per le sue bravate, per i suoi problemi con la droga e per il suo temperamento libertino e talvolta violento. Una vita sentimentale travagliata e tormentata, quella di Whitney Houston. Dopo aver trionfato con la sua splendida e indimenticabile voce nel mondo della musica, qualcosa l’ha trascinata al fondo, fino alla notte dell’11 febbraio, quando è stata ritrovata morta nell’hotel Beverly Hilton di Beverly Hills. Straordinaria cantante, radiosa e bellissima, energica e piena di talento; l’alcool, la droga, tutti i problemi che ha avuto e gli scandali che, come sempre in questi casi, verranno fuori sul suo conto, spero vengano in secondo piano rispetto alla sua carriera e a tutto quello che ci ha regalato.

D’altra parte il mondo della musica è travolta da scandali che rendono l’irrequieta vita degli artisti una corsa ad ostacoli. Era il 1987 quando salì sul palco del Festival condotto da Pippo Baudo per cantare “All at once”. L’entusiasmo del pubblico fu tale che il conduttore le chiese di ripetere l’esibizione con la platea in delirio. Resterà sempre il ricordo di quella Whitney infuocata ed energica, di quella canzone meravigliosa interpretata da una donna a cui la musica sembrava salisse dall’anima. Un omaggio a quella breve vita e a quel mondo dorato che le si è rivoltato contro, facendole perdere il contatto con se stessa, ma in cui rimarrà sempre protagonista.

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