il sesso sanzionato, quattro a uno per lei

23 febbraio 2012 di: Daria D’Angelo

Facevano sesso nel bagno della scuola, a 15 anni, ma sono stati scoperti e puniti. A far discutere però è stata la pena più severa, 4 giorni di sospensione, inflitta dall’istituto per ragionieri “Einaudi” di Bassano del Grappa (Vicenza) alla ragazzina, rispetto al giorno di stop dalle lezioni imposto al suo giovane partner. Dalla scuola non hanno fornito spiegazioni sul motivo della differente punizione, tranne quello della ”location” relativa al fatto che i ragazzi erano nei bagni maschili. La coordinatrice della rete degli studenti, Sofia Sabatino, ritiene giustamente che sull’argomento sesso-adolescenti servirebbe una maggiore educazione anche a scuola. In ogni caso boccia senza attenuanti l’idea della punizione differenziata. La pensa allo stesso modo Chiara Moroni: «Come parlamentare e come donna sono indignata: arrivare a giustificare tre giorni di punizione in più con l’ingresso nel bagno dei maschi, equivale a dire che entrare nei servizi riservati all’altro sesso è un atto più grave del rapporto sessuale stesso, consumato all’interno di un istituto scolastico». In effetti, sarebbe opportuno che il preside spiegasse con argomentazioni valide la differenza di punizione tra il ragazzo e la ragazza, non essendo credibile che la quadruplicazione della sanzione dipenda dal fatto che l’episodio è accaduto nei locali dei bagni maschili, in cui probabilmente è stata invitata dal compagno.

Il trattamento assolutamente non tollerabile rimanda alla questione più seria di come si affronti la sessualità degli adolescenti nella scuola. Accanto alle dovute informazioni ai giovani, oltre la possibilità di affrontare la questione in altro modo e prevedendo il possibile “adescamento”, la disparità di questa punizione tende ad alimentare in maniera chiara atteggiamenti macisti. Peccato che l’Italia non ne ha proprio bisogno, mentre forse avrebbe bisogno di chiarire meglio alcuni concetti a questo preside e a non escludere la possibilità di indire corsi di educazione scolastica per i docenti su vari argomenti come il sesso fra adolescenti, o le dipendenze da droghe, da computer e qualunque altro segnale che, individuato in età scolastica, potrebbe destare allarme e arginare disturbi psicologici in tempo per il bene dei ragazzi. Per tornare al caso della scuola di Bassano del Grappa, vorrei dire al preside che i tempi sono cambiati, la sospensione per i ragazzi è solo una vacanza in più, e la sua “patologica” decisione non troppo chiara, ma apertamente contro il sesso femminile, meriterebbe, forse, maggiore attenzione.

2 commenti su questo articolo:

  1. Daniela (docente) ha detto:

    Trovo che la punizione differenziata dia conto dello stato di involuzione culturale della società e anche, purtroppo, della scuola. L’idea distorta alla base di questo diverso trattamento è quella che alligna in molti contesti anche familiari. L’uomo, in quanto tale, deve essere sempre “compreso” perché natura vuole che il sesso per lui sia una necessità e un bisogno inalienabile, negarglielo è una cattiveria.. La donna per la sua struttura fisica ne è invece esente e può non fare sesso per tutta la vita o per lunghi periodi in quanto per lei non è una necessità.
    Questo concetto che di per sé è frutto di ignoranza e di subcultura ,è alla base anche degli stupri e delle violenze. All’uomo si “drizza” come dicono i miei alunni e in quel momento DEVE eseguire con le buone o le cattive l’atto sessuale altrimenti si “innervosisce”…Colpevolizzare la donna è facilissimo, molti mariti o compagni lo fanno con le loro mogli o compagne se si negano all’atto sessuale. Quando non le tormentano arrivano ad ammazzarle…poco male. La donna è il demonio e va punita sempre di più fin dai tempi di eva ed adamo. Finché la si penserà in questo modo avremo punizioni differenziate e sarà impossibile l’educazione sessuale a scuola; non sortirebbe effetti perché gran parte delle nostre madri (e padri) ancora oggi trasmettono questa falsa “differenza” nella sessualità. Dunque se a scuola si prova ad educare, a casa il modello è quello solito. Ricordiamo la legge che, in tal senso, colpevolizzava solo le donne e la sentenza di quel famoso magistrato a proposito della ragazza in jeans.

  2. ornella papitto ha detto:

    Ma perché non c’è una sanzione per il Preside che nega le problematiche dei ragazzi? Perché non sospenderlo? Che guida è uno che non sa guidare? La direzione di una scuola riguarda solo gli orari dei professori e dei bidelli?
    E’ troppo facile sanzionare due quindicenni che non sanno frenare i loro naturali desideri sessuali. E’ difficile invece parlare di educazione sessuale, di responsabilità personali e collettive, di droghe, di depressioni giovanili che stanno dietro a tanti comportamenti che ricadono sugli stessi giovani.
    Troppa ipocrisia. Troppa superficialità. I giovani hanno bisogno di molto altro, oltre ad una buona preparazione scolastica che spesso neanche ricevono. Ma che adulti hanno di fronte????

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