il coordinamento antitratta intestato a Favour e Loveth

8 febbraio 2012 di: Milena Gentile

Forse non è stato un omicidio, forse no (come dice il Questore) ma un corpo seminudo buttato accanto ai cassonetti fa comunque male. E fa ancora più male pensare che è una giovane donna nigeriana a giacere come uno dei tanti sacchetti di spazzatura abbandonati per strada a Palermo. Loveth, così si chiamava, forse era una prostituta così come lo era Favour, l’altra ragazza nigeriana trovata carbonizzata a Misilmeri due mesi fa… forse erano entrambe strette nella morsa del racket…ma forse avrebbero voluto vivere libere e magari sognavano una vita normale…Favour voleva sposarsi…

Possiamo solo anteporre “forse” ad ogni affermazione su di loro e sulle ragioni della loro fine. Ma è certo che queste due donne vivevano in quella zona d’ombra ignorata dai più, dove tutto è poco chiaro, dove la criminalità dei loro paesi d’origine trova sponda nella nostra; dove certa cultura maschilista, che considera normale lo sfruttamento del corpo femminile come straordinaria risorsa economica, incontra i retaggi di un erotismo che si alimenta del gusto della sottomissione. L’Uomo è complesso, ma la società ha il dovere di essere semplice. Pochi devono essere i principi su cui incardinare il senso civico e in cima a tutti c’è il rispetto per la dignità umana.

Il 6 Febbraio, si è ufficialmente costituito a Palermo il Coordinamento Favour e Loveth dove sono coinvolte diverse associazioni e non solo (Caritas Santa Chiara, Ciss, Cgil Sportello Immigrazione, Acli, Mezzocielo, Udi, Le Onde, Progetto Maddalena, Centro Impastato, Pellegrino della Terra, etc…), con il principale obiettivo di ridestare l’attenzione della città e delle Forze dell‘ordine su queste terribili morti. Dopo una partecipata e concitata assemblea con la comunità nigeriana impaurita e sgomenta, il Coordinamento ha deciso di chiedere un incontro al Questore. Intorno alle 3 del mattino è stata inviata una mail al Questore, il quale con tempestività eccezionale ha ricevuto la stessa sera una nutrita delegazione del Coordinamento, dichiarandosi disponibile a consolidare la rete di collaborazioni tra le associazioni che lavorano nel settore e gli uffici specialistici della Questura.

Il Coordinamento auspica che nella nostra città l’approccio alla piaga della prostituzione non si limiti a retate estemporanee, con conseguente rimpatrio delle stesse vittime, ma che si concretizzi in indagini approfondite sui legami tra la criminalità organizzata nigeriana (ed extracomunitaria in genere) che organizza la tratta e lo sfruttamento dei loro corpi, e le organizzazioni criminali locali che vi lucrano.

La lotta contro lo sfruttamento, la violenza contro le donne e la tratta non va demandata solo alle associazioni di settore e alla Polizia, ma è importante diffondere la consapevolezza che è una battaglia civica che ci coinvolge tutti, nessuno escluso.

Firmato: il Coordinamento Favour e Loveth

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