i buchi neri delle amministrazioni pubbliche

17 febbraio 2012 di: Anna Trapani

Ma quanto mi costi? Così alcuni anni fa diceva una nota pubblicità in cui un padre rimproverava la figlia, esasperato dal fatto che stesse sempre al telefono. Così oggi possiamo dire noi riguardo ai tanti sprechi del Comune. Diamo una occhiata alle spese per stipendi e consulenze delle partecipate del Comune. Gli enti partecipati nel 2010 sono costati più di 250 milioni di euro per i soli stipendi. A ciò vanno sommate le consulenze a esperti e professionisti esterni. Il municipio ha chiesto a queste aziende un resoconto esatto sulle spese del personale. Resoconto voluto dall’ex assessore al Bilancio Giuseppe Genco e ricevuto appena prima delle dimissioni di Cammarata. Solo Gesip e teatro Massimo non hanno risposto all’appello, nonostante i solleciti. Si scoprono così alcune notizie interessanti.

L’Amia, ad esempio, nel 2010 ha speso 10 milioni di euro per “retribuzioni accessorie”, strana formula che comprende anche gli straordinari. All’Amat i dirigenti guadagnano da un minimo di 86 mila euro a un massimo di 101 all’anno. E per fortuna il cda ha messo lo stop ad una delibera che prevedeva un aumento proprio per i dirigenti. L’Amg nel 2010 ha versato 20 milioni di stipendi. Nel 2011 le spese in consulenze sono state più di 100 mila euro. All’Amap gli stipendi gravano per 33,5 milioni. Stupisce lo stipendio di un operaio: paga base 30 mila euro. Palermo Ambiente, società ricapitalizzata dopo essere stata liquidata, corrisponde al suo unico dirigente 103 mila euro, mentre l’unico quadro prende in tutto 77 mila euro. E l’insieme di tutti gli stipendi arriva a circa 2,5 milioni. Alla Sispi ci sono cinque dirigenti che pesano per ben 628 mila euro, cioè una media di 125 mila euro l’uno. In pratica stipendi base più alti di quelli di Palazzo delle Aquile.

E terminiamo con il teatro Biondo. Anche qui i tre dirigenti partono da uno stipendio molto alto. Il salario base nel 2010 era di 75 mila euro mentre al Municipio un dirigente parte da 43 mila euro. Pesano soprattutto gli straordinari, i rimborsi spese, le diarie che arrivano a toccare i 18 mila euro. Nel 2010 l’ammontare totale degli stipendi è stato di 5 milioni. A queste cifre vanno aggiunte quelle per l’ufficio stampa (18 mila euro) e quelle per il “coordinamento delle iniziative culturali” (15 mila euro). Come si vede se un buco nero fagocita tutta la materia che si trova nella sua orbita, così le partecipate del Comune sono abilissime nel far sparire i soldi dei contribuenti.

2 commenti su questo articolo:

  1. Paolo.R ha detto:

    Si denunzia con accanimento, con ironia o con rabbia l’unica cosa che succede è …niente!

  2. gambusi ha detto:

    Che tornaconto abbiamo noi cittadini, in termini di resa e di efficienza da parte di tutti questi elementi? Nessuno. Dobbiamo pagare le tasse e farcele mangiare da loro. Ma non si vergognano neanche un po’? Nessuno di loro si reputa ladro? Ripeschiamo questa parola e usiamola tutte le volte che un politico o un burocrate ruba i nostri soldi per mantenere sé stesso. Qua la Politica non c’entra ormai più niente. C’entra solo per distribuirsi le nostre tasse Facciamoci assalire dall’orgoglio del contribuente! Ribelliamoci seriamente!

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