due chiacchiere sulla politica vista dall’infedele

1 febbraio 2012 di: Fortunata Pace

Eccolo, “l’infedele” di Gad Lerner, che ti fa arrivare alla sigla finale senza cliccare altrove! L’ultimo, lunedì scorso. Non foss’altro per la ragazza, da donna riconosciamolo in tutta serenità, che faceva il punto su Mario Monti, la sinistra italiana, la destra se vogliamo, le contestazioni, i giovani, il lavoro, il futuro che ci attende, resista o no questo governo detto di tecnici. Era davvero bella, volto da diva famosa, gambe da pinup con ginocchio perfetto, abbigliamento ricercato ma “non pensarci neppure”, gesti da relatrice perfetta, con effetti collaterali su contenuti mirati e precisi. Alle sue spalle, portatrici sane di altri corretti e chiari interventi, che si voglia condividerli o no, altre due ragazze, anch’esse assai gradevoli con trucco ed orpelli davvero “in” e ben decise ad analizzare con poche speranze l’attuale quadro Italia.

Perché “bella” non è detto voglia dire, e ormai si spera si tratti di concetto assorbito, “sciocca e ignorante”, così come intelligente, capace e determinata non è sinonimo di brutta e sciatta. Dunque, insieme a studiosi, esperti, sindacalisti, politici e quant’altro, questa volta – e Lella Costa sembrava coglierlo e potenziarlo con le sue osservazioni – il parterre era vario: più veloce, più interessante, meno canonico di alcune incrostazioni di incontri-dibattito e rivendicava – almeno lo speriamo – una sua autenticità. Nessuna aggressione, nessuna prevaricazione (ma se siamo andati a prendere un bicchiere d’acqua in cucina, ci si perdoni la distrazione) e qualche tassello di cronaca in più rivisitata e discussa. Certo, a tirare le somme, le piazze non sono tranquille, le contestazioni, persino a Napolitano che una sua buona pagella l’ha comunque guadagnata, non mancano.

Ma la verità è che Monti tira avanti e noi non possiamo non tenergli dietro; e se non siamo “infedeli” al Dio dei cieli, lo preghiamo un tantino che ci dia una mano. E altra verità è che Berlusconi non rappresenta il nostro paese in prima persona, ma tenta invece di districarsi tra processi, ricusazioni, prescrizioni e convocazioni continue; tuttavia appoggia l’attuale governo che ha dovuto raccogliere i suoi cocci. Ed altri ancora che da tempo si accumulano. Probabilmente pensa che: se Monti ce la fa, almeno lui ci ha messo di puntello il suo fronte; e se non dovesse farcela, avrebbe modo di sibilare che nessuno fa miracoli e che non gli si deve poi addebitare tanto di più!

All’Italia questo non importa gran che. Lunga vita agli onesti e bravi imprenditori! Che ne vengano molti e diano lavoro altrettanto onesto. Noi vorremmo uscire dal pantano e senza fanatismi guardiamo con attenzione, con trepidazione e con qualche palese malessere l’opera del Professore e del suo staff.

1 commento su questo articolo:

  1. rosamaria ha detto:

    Lunedì c’ero anch’io, ecco dovremmo notarlo quando le trasmissioni sono buone, così come dovremmo notare le cattive che cercano solo di distorcere la realtà, insomma l’applauso alla meritocrazia deve partire da noi, non solo critiche ma quando sono meritati un battimano e un bravo!

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