con The Artist si viaggia nella macchina del tempo

6 febbraio 2012 di: Giusi Catalfamo

Sembra di essere dentro una bolla magica. Volti corpi paesaggi è come se venissero da un mondo lontano, un mondo in bianco e nero che sfuma nel grigio. Anche le location appartengono al passato, infatti alcune riprese sono state effettuate proprio nella villa che fu di Mary Pickford, famosa stella del muto. E sembra appartenere al passato il viso mobilissimo di Jean Dujardin, lo straordinario protagonista di The Artist del regista Michel Hazanavicius, che insieme sono riusciti con molto garbo e tanta maestria a realizzare un gioellino d’arte cinematografica. Se un film ha incassato vari Golden Globe e ben dieci nomination per l’assegnazione degli Oscar, insidiando un mostro sacro come Martin Scorsese col suo Hugo Cabret, ci sarà un motivo. E il motivo, non è certo la trama: solito viale del tramonto di un divo, idolo delle folle, George Valentin, che si rifiuta di accettare il nuovo che avanza in maniera implacabile, e il nuovo è l’avvento del sonoro.

Il nostro protagonista non si rassegna e preferisce sprofondare dentro la sua depressione, nonostante l’aiuto e il sostegno, e non solo morale, di una giovane attrice emergente, di un servitore fedelissimo e di un cagnetto molto intelligente. Ma non è la trama che appassiona, anche se commuove e diverte, è invece questa ricostruzione accurata di volti, gesti, luoghi, che ti riportano nelle atmosfere del cinema muto. Ed è Jean Dujardin, che incanta, un volto che è un misto tra Douglas Fairbanks e Gene Kelly, un sorriso così smagliante da sembrare finto, e ti aspetti che presto i suoi gesti diventeranno enfatizzati e accelerati, insoliti per un pubblico distante anni luce da quei tempi. Ma non succede niente di tutto questo, perché sembra tutto normale, solo che invece del sonoro, si leggono le didascalie. I protagonisti non parlano, però si sente il cagnetto che abbaia, e si sentono pure le musiche e i suoni.

Infatti, The Artist, tra le dieci nomination assegnate, ha al suo attivo quella per il miglior film, regia, miglior attore protagonista, miglior attrice non protagonista, e tra gli altri, montaggio, scenografia, sceneggiatura originale, fotografia, musiche. Un film veramente delizioso e quando, nella scena finale i protagonisti ballano il tip tap, non ti fanno rimpiangere Fred Astaire e Ginger Rogers.

2 commenti su questo articolo:

  1. rosamaria ha detto:

    Per me le dieci nomination non sono così importanti quanto il piacere di vedere il pubblico interessato e sorridente, mi fa piacere che su questo sito la Catalfamo dica le stesse parole che avrei detto io, purtroppo non so scrivere ma avrei scritto così.

  2. Silvana ha detto:

    l’ho visto! delizioso come il tuo commento

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