prendi i soldi e scappa, padano duro

12 gennaio 2012 di: Rita Annaloro

La Tanzania, formalmente Repubblica Unita di Tanzania (Jamhuri ya Muungano wa Tanzania in swahili, United Republic of Tanzania in inglese) è uno Stato dell’Africa orientale. Confina a nord con Kenya e Uganda, a ovest con Ruanda, Burundi e Repubblica Democratica del Congo, e a sud con Zambia, Malawi e Mozambico. A est è bagnata dall’Oceano Indiano. Quanti italiani lo sanno? Oltre il Po, e anche sotto il più lungo fiume d’Italia la geografia è spesso un’opinione, una scienza difficile come la matematica, mutabile in seguito a guerre o decisioni politiche, lontana dalla nostra vita quotidiana, in poche parole non ci riguarda.

Ecco perché trasferire soldi a Cipro, in Tanzania o in Norvegia per un militante leghista può essere lo stesso, l’importante è non mettere i soldi in qualche banca italiana, che difende i diritti dei romani corrotti, e che poi è sicuramente poco sicura, visto l’andamento dell’euro, mentre l’investimento consigliato da un amico fidato è sicuramente una carta vincente. Non mi stupirei fossero stati questi i pensieri dello sfortunato Belsito, ora al centro di critiche e accuse per la sua discutibile iniziativa finanziaria. A parte qualche protesta indignata di pochi, fra cui Salvini, che aveva proposto a Milano autobus differenziati per gli stranieri, onde evitare a cittadini milanesi lo sgradevole contatto con razze diverse, a distanza di qualche giorno nessuna indignazione si coglie sulla Padania, quotidiano del partito. Cosa c’è di strano infatti, nell’idea di far profitti dove ciò sembra più possibile? Non aveva forse detto Bossi «più va giù l’Italia, più va su la Padania»? E per andar su servono soldi e il denaro, lo sappiamo da tanto tempo, non olet, qualsiasi sia la sua provenienza, tasse sugli immigrati, stipendi e prebende del governo italiano, e perché non tassi d’interesse di banche straniere? Saranno forse più scemi degli altri, loro, i padani?!!

3 commenti su questo articolo:

  1. ornella papitto ha detto:

    No, sono “scemi” come gli altri.
    La contraddizione è che vogliono apparire differenti!!!! Specialmente dopo l’ultima che hanno combinato in Parlamento. Bossi ha affermato che lui non è un giustizialista!!! E il cappio in Parlamento, di qualche anno fa, è stata una mia allucinazione? Oppure il famoso e reclamato fenomeno del “celodurismo”? Sono divisi in Parlamento, quindi mi sembrano veramente “mosci”. Continuassero pure a brandire ed a abbiare: ormai lo sanno anche i leghisti che “can che abbia, can che non morde”.

  2. silvia ha detto:

    Buon articolo come sempre ma per me sono importanti questi pezzi dell’ Annaloro perchè mi hanno fatto conoscere la lega che ritenevo gente rozza ma sempliciotta e sopratutto con un ideale nella testa… insomma ero un ingenua!

  3. Rita Annaloro ha detto:

    grazie dell’attenzione ai miei articoli sui leghisti, che spero svelino le loro molte facce. Purtroppo riescono ancora a convincere molta gente che li sostiene o che simpatizza con loro, in virtù delle loro “Virtù”, fra cui spicca la Scaltrezza,

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