la politica assente

27 gennaio 2012 di: Marcella Geraci

E Palermo resta a guardare. Questa l’impressione che suscita la capitale, in occasione del corteo organizzato da Forconi e Movimento Forza D’Urto. Fermi sui marciapiedi dello shopping, i palermitani hanno visto sfilare almeno diecimila (tremila secondo le forze dell’ordine) manifestanti, da Piazza Croci fino al Palazzo dei Normanni. Un fiume di persone da tutte le province siciliane e una rabbia comune, l’odio contro le classi dirigenti regionali e nazionali, colpevoli di avere messo in ginocchio la Sicilia. All’interno del corteo c’è di tutto. Bandiere raffiguranti la Trinacria e bandiere tricolori, richiami all’indipendentismo siciliano e striscioni con frasi attribuite a Garibaldi in occasione della battaglia di Calatafimi. C’è pure Forza Nuova, relegata nelle ultime file del lungo serpentone che percorre le vie principali. Proprio queste presenze così eterogenee rendono la manifestazione spontanea e poco organizzata. Il fatto che manchi un’idea politica comune e di lungo respiro è evidente, così come lo è il fatto che a vincere siano le richieste corporative.

In testa alle rivendicazioni, la riduzione del prezzo del carburante, l’eliminazione dell’Ici e dell’Imu su fabbricati rurali e terreni e il blocco delle importazioni di grano e olio. Qualcuno distribuisce “U Statutu autonomu da’ Reggioni Siciliana” ma è il caro benzina ad animare i discorsi del blocco sociale protagonista, i “padroncini”.

A Palermo sfilano studenti e precari della scuola, agricoltori di Cassibile ma non immigrati impegnati nella raccolta delle patate. C’è anche il sindaco di Santa Caterina Villarmosa, Antonino Fiaccato, eletto nel 2007 nella Lista Civica. E ci sono gli agricoltori di Gela, che chiedono la testa di un gruppo dirigente impegnato per anni nelle lotte sociali e sindacali. Grandi assenti, partiti politici e associazioni di categoria che, in questi giorni, hanno pronunziato mezze parole, preso le distanze o mantenuto il silenzio.

Dopo l’esito dell’incontro Lombardo–Monti, la protesta continuerà in altri modi. Forse si estenderà a tutte le categorie sociali o forse no. In ogni caso, sinistra e sindacati dovrebbero “tornare a bordo”. Perché si può non condividere, ma cercare di capire è necessario.

(foto dell’autrice)

1 commento su questo articolo:

  1. ornella papitto ha detto:

    E la nave va… In Sicilia il problema è il capitano Lombardo, che invece che dare la rotta, cavalca l’onda…. Invece di anticipare le rivolte, va a Roma per fare da intermediario tra chi mette la Sicilia in ginocchio per i propri interessi economici di parte e chi (Monti) cerca di fare gli interessi generali, alla Rousseau. Ma possibile mai???

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