la metà del cielo in ombra

29 gennaio 2012 di: Ornella Papitto

Palermo, è donna? No. Palermo è uomo. Da sempre. Le donne sono accessori, non assessori, accessori. Eppure sono la metà del cielo di Palermo. E’ un mondo variegato, fantasioso, consapevole. L’ho visto l’11 febbraio. Purtroppo ci sono ancora donne analfabete, costrette ad essere e a vivere come cinquant’anni addietro. Spesso sono persone che hanno molta forza, sanno affrontare situazioni complicate, sono la spina dorsale della loro famiglia. Il neo è spesso negli uomini, che non sono un granché e respingono indietro nel tempo le loro mogli e le loro figlie. Ho pensato alla politica maschile di Palemo e ho avuto un’idea stravagante. Mi sono resa conto che seimila anni di storia, determinati e diretti dai maschi, non sono stati e non sono un bel vivere. Hanno creato un brutto modello. Hanno fallito. Ormai lo possiamo affermare con cognizione di causa.

La ricchezza è in mano all’1% della popolazione-élite, nel mondo. In Italia, la ricchezza è in mano al 5-10% della popolazione-élite. Noi siamo la popolazione. Ci raccontano che la maggioranza dei popoli soffre la fame e vive con qualche dollaro al giorno. Ci raccontano che i nord africani e gli africani vengono qui in Italia e in Europa per rubarci il lavoro. Ci raccontano che il governo che abbiamo appena avuto è il migliore possibile degli ultimi centocinquanta anni.

Basta. Non ne posso più. La gestione della nostra vita da parte degli uomini è stata ed è un fallimento. Se qualcosa va avanti bene, come la famiglia, il lavoro esterno, dipende principalmente da noi donne. Abbiamo le responsabilità, ma non il potere. Carichiamo su di noi i familiari vecchi, il lavoro fuori e dentro casa, la crescita dei figli. Tanto lo sappiamo fin troppo bene che se i figli sono bravi, sono figli del padre, se non lo sono, sono figli della madre, perché non li abbiamo saputi educare bene. Facciamo la maggior parte del lavoro che poi ci toglie lo spazio per fare politica attiva. La maggioranza degli uomini è esentata da gran parte delle responsabilità familiari. Le colpiscono appena di striscio. Dobbiamo continuare così?

O dobbiamo iniziare da tutti gli errori che hanno fatto e fanno quotidianamente? Dopo seimila anni di storia e di errori, per noi il compito diventa molto più semplice. Ripartiamo dagli errori, come ci ha invitato a fare il filosofo Karl Popper. Noi donne sappiamo bene cosa ci convince e cosa non ci convince. Che aspettiamo allora? Che continuino a “colorare la nostra stanza” con il colore che vogliono loro? Così scriveva Mario Capanna per invitare i ragazzi ad entrare nella politica attiva. Loro, i politici, ti entrano in casa e neanche te ne accorgi e decidono di te e della tua vita, anche nelle più piccole situazioni. Iniziamo subito a colorare noi la nostra vita, senza aspettare ancora, inutilmente.

(L’altra metà della mela è di Massimo Bisotti, il ritratto di Cristina Trivulzio di Belgioioso è di Francesco Hayez)

12 commenti su questo articolo:

  1. Angela ha detto:

    Hai scoperto l’acqua calda!!!! discorso trito e ritrito, non hai nemmeno cambiato le parole, hai usato quelle che tutte le donne usano per dire queste stesse cose alle altre donne. Ok!

  2. Iole ha detto:

    Apprezzo lo sforzo, ma tu credi veramente di cominciare un discorso partendo da dove sei partita? Guarda che quello che scrivi l’abbiamo detto e scritto in centinaia o migliaia di donne e ti assicuro, Papitto, che potresti dare per scontate queste riflessioni a voce alta che hai voluto fare. L’uovo di pasqua l’abbiamo aperto decine di anni fa e mi auguro che tu non abbia voluto sorprenderci con quello che hai scritto. Magari, in futuro, potrai allietarci con qualcosa di meno ovvio.

  3. Maria Stella ha detto:

    Ornella scrivi in un sito dove scrivono donne che possono dare lezione di femminismo e che hanno dimostrato con i fatti di essersi distaccate da vecchi schemi e tu vuoi cominciare dall’abc? Il silenzio è un bene prezioso.

  4. Silvia ha detto:

    Nessuno mette in dubbio le donne che scrivono su questo sito infatti Ornella Papitto, penso, scrivesse per tante altre, per quelle che ancora devono ricevere l’illuminazione e sono le prime ad essere maschiliste, ad una minoranza come le “donne di Mezzocielo” si contrappone una maggioranza di altre donne, anche voi dovreste sperare che vi leggano e che recepiscono queste parole, ma Palermo è lontana da essere composta tutta da donne evolute! Si per loro bisogna cominciare dall’abc.

  5. ornella papitto ha detto:

    Silvia, concordo con te: sono queste le donne che incontro quotidianamente. Hanno così poca consapevolezza del loro valore, delle loro qualità e della loro forza, per questo io sono ancora ferma “all’abc”. Non mi sarei mai permessa di offendere le lettrici di Mezzocielo, ma se a qualcuna fosse arrivato questo, me ne dolgo, sinceramente. Non era mia intenzione. Mi dispiace anche che abbiano perso il loro tempo a leggere il trito e ritrito. Per troppe donne ciò che per qualcuna di noi è ovvio, per loro non lo è ancora. Per queste donne dobbiamo combattere e per quelle altre che sono convinte che il loro principale nemico sia donna.

  6. Antonio P. ha detto:

    Ma davvero potete pensare che le donne sono tutte evolute e pronte al futuro, buono questo articolo della Papitto descrive mentalità e idee ancora dominanti in tutto il mondo!

  7. Marcella Geraci ha detto:

    L’articolo di Ornella mi è piaciuto tanto. Quante sono le statistiche che dimostrano una condizione subalterna delle donne, nel lavoro e nella società? Non per tutte questi discorsi rappresentano il “trito e ritrito”, anzi. E’ vero, siamo nel 2012, ma le donne che vivono ancora nel “sottosuolo” della subalternità sono troppe. Esistono infine le donne “in carriera” che credono di essersi emancipate e che invece riproducono un modello dominante che nel tempo ha dimostrato di fallire. E allora? Che male c’è a ribadire, per una volta, ciò che sembra “trito e ritrito”. Sembra, appunto. Ma non lo è.

  8. Daniela ha detto:

    l’articolo si riferisce proprio alla reltà di Palermo della quale la Papitto non so quanto conosca. Se avesse fatto un discorso più generale non avrebbe ricevuto commenti sgradevoli. A volte può essere necessario ribadire alcune cose, dipende dal modo in cui si ribadiscono e dai “toni” che vengono usati. La Papitto ha fatto un discorso un po’ presuntuoso a mio parere, da didatta, come se dicesse per la prima volta cose a tutte sconosciute. Non ha tenuto conto del contesto in cui scrive. Che ben vengano questi discorsi ma a livelli magari “diversi”, che saltino cioè certi passaggi inutili per chi legge, e chi legge, in genere, questo sito i “passaggi” li ha già compiuti.

  9. maria ha detto:

    Può essere che questo sito, letto soltanto da una minoranza, incomincia ad essere conosciuto e usato anche da altre?

    • rosanna pirajno ha detto:

      se ci leggessero altre, magari meno “acculturate” sui temi della condizione femminile oggi, ne saremmo liete, vorrebbe dire che il sito stimola la loro curiosità e se poi volessero commentare sarebbe un ottimo esercizio per entrambe le parti, non ti pare Maria?

  10. maria ha detto:

    l’esercizio sarebbe bellissimo, e non solo, ma non ti pare che rimangono sempre fuori qelle donne che, non per scelta, non hanno il computer o non lo sanno usare?.
    Ciao rosanna, sono contenta che mi rispondi. Ciao

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