cherchez la femme, e ti pareva che non spuntava

22 gennaio 2012 di: Ornella Papitto

“Il capitano e la ballerina, vino e bravata in plancia nella notte del naufragio”. La Repubblica del 20-1-2012. Gli ingredienti ci sono tutti: il capitano affascinante, la ballerina disponibile, il vino e, forse sommerso, anche un riferimento al sesso: dove dormiva la ballerina? All’orizzonte vedo il solito quadretto che ci propongono dalla Genesi, dalla notte dei tempi: l’uomo cacciatore, un po’ imbranato e un po’ succube, la ballerina “Eva” e al posto della mela, un buon bicchiere di vino.

Tutta colpa di “Eva” se il capitano si è distratto ed è andato a sbattere contro gli scogli. Nessuna responsabilità da parte sua e degli altri ufficiali, intenti a fare chissà cosa. Se “Eva” non lo avesse tentato, il cacciatore non avrebbe sentito l’incontrollato bisogno di “inchinarsi” così vicino agli scogli dell’Isola del Giglio.

Perché i giornalisti sentono ancora il bisogno di “assolvere” il capitano, da tale comportamento pericoloso, superficiale, da bullo di periferia, da gradasso? Perché invece che ricercare nel capitano le responsabilità delle sue azioni, i giornalisti erano alla ricerca della stanza da letto di “Eva”? Ma l’aspetto più inquietante ha riguardato il comportamento dei concittadini del capitano: lo considerano un eroe. Gli è stato chiesto di non mollare. Anche loro, si sono lasciati prendere la mano: assoluzione immediata.

Il campanilismo, in Italia, è stato sempre un fenomeno che ha danneggiato l’unione e ha favorito la separazione e i conflitti. In questo caso è anche amorale, perché la regola che vale per gli altri, non è valida per loro. Ciò che fa un proprio compaesano è da ritenersi comunque buono e giusto, anzi, se viene giudicato da qualcuno di un altro “campanile”, il povero compaesano va trattato necessariamente come un eroe. Un campanile, una legge, una morale.

(Lucas Cranach, Adamo ed Eva nel paradiso terrestre, 1526)

5 commenti su questo articolo:

  1. Silvana ha detto:

    Ma dici bene Ornella era prevedibile, quello che mi pare che non venga ben sviscerato è il fatto che sembra così semplice e normale che un comandate di una simile nave entra in tilt con il suo secondo e il suo terzo ufficiale dopo aver parlato per un’ora con la Costa crociere e scappi rifiutando le prime telefonate delle varie capitanerie di porto, ma cosa c’era da nascondere? E’ troppo scontato cercare ora Eva tentatrice!

  2. Romilda ha detto:

    Care Amiche, prima di spandere giudizi a destra e a manca, aspettate un po’. Pare che la Costa fosse al corrente di tutto, dunque colpevole e complice, e che invitasse i capitani delle navi crociera al famoso “inchino” all’isola del giglio solo a scopo pubblicitario. Lo sapevano tutti, isolani compresi che ammiravano il passaggio delle imbarcazioni. Non solo la nave che è affondata, ma anche altre navi della flotta avevano lo stesso impegno con l’azienda…e allora… prima o poi l’incidente sarebbe accaduto con la complicità di tutti. Il capitano è un pezzo di tutto un sistema corrotto. Vergogna!!

  3. ornella papitto ha detto:

    Cara Romilda, è una settimana intera che mi scontro, a casa con mio figlio diciassettenne e sul lavoro, con persone che hanno dai quaranta anni in su, con la mancanza di responsabilità individuale. Ognuno di noi ha “libertà di coscienza” e capacità di giudizio, sufficienti a non scaricare sempre sugli altri le proprie individuali e personali responsabilità. Con affetto,

    • Mimou ha detto:

      […] Al bsulilmo “tout court” si aggiunge anche il cyber-bsulilmo, di cui parlerò presto perché è altrettanto frequente e si relaziona con il post di qualche giorno fa: Bambini e computer: come gestirli? […]

  4. maria ha detto:

    Care tutte quante dice Ornella:<>

    Questa che dici è una grande verità
    Ma è sempre vero che si è coscienti?
    Ma è sempre vero che esistono responsabilità individuali?
    Con simpatia e affetto

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