che gli dico al popolo di non-elettori

16 gennaio 2012 di: Rosanna Pirajno

Sono accaduti fatti orribili in quest’ultima settimana, la famiglia sterminata dal familiare che non accetta separazioni, la sposa bambina picchiata e violentata, la giovane madre mandata a morte da medici incompetenti, adulti e bambini investiti e uccisi da guidatori di suv prontamente fuggiti, stragi attentati violenze nelle zone in guerra e in quelle in-quiete, soldati americani che orinano per sfregio sui cadaveri dei talebani uccisi (ci sarebbe da riflettere, sull’uso del fallo per le azioni più turpi e, sempre meno, per dare amore e piacere), e per ultimo il naufragio della Concordia sotto costa dell’isola del Giglio, con sei morti al momento accertati e sedici ancora dispersi. Una sciagura, questa, che oltre al dolore conterà gravi ripercussioni economiche e ambientali.

Ecco, il dolore: si prova pena, si partecipa alla sofferenza di persone sconosciute, si vorrebbe confortarle e aiutarle a riprendere calore, come hanno fatto splendidamente gli abitanti e i soccorritori del Giglio con i naufraghi, perché si sa che negli individui “fatti non fummo a viver come bestie” prevalgono i sentimenti di umana solidarietà, che li dispongono ad affrontare qualche sacrificio per far star meglio chi si trovi in difficoltà.

Ma come la mettiamo con i nugoli di maschi – anche qualche femmina, per la verità – ricchi e avvantaggiati che non sono disposti a rinunciare a un grammo dei loro privilegi e, quando qualcosa li minaccia, si avventano sul beneficiato del proprio comportamento omertoso con baci e abbracci e pacche virili, come a rinsaldare il patto di mutua assistenza che tacitamente, e spudoratamente, li lega? in quella zona franca della illegalità, dato l’alto numero di indagati corrotti collusi voltagabbana opportunisti disonesti, che è diventato il nostro parlamento di nominati dalle segreterie dei partiti? Una cosa è provare pena e dolore, altra cosa provare rabbia e ribrezzo e a me, la scena del Cosentino onorevole sommerso di abbracci dalla maggioranza di parlamentari che lo aveva salvato dall’arresto elevandolo – ed elevandosi tutti – al di sopra di noi comuni cittadini soggetti alla legge, a me ripugna più del suo essere coinvolto, come sostengono i magistrati che indagano sui suoi rapporti con la ‘ndragheta, nei malaffari che corrodono una buona parte della nostra società.

Mi ripugna il pensiero che i “rappresentanti del popolo” che non ha mandato il popolo su quegli scranni, siano in maggioranza felici e contenti e perfino raggianti di aver consumato la sconfitta della uguaglianza dei cittadini davanti alla legge.

2 commenti su questo articolo:

  1. sonia.s ha detto:

    Lo stesso scoramento ha invaso anche me, ma possibile che questa gente collusa e vigliacca ci debba rappresentare? Ma possibile che la violenza ha raggiunto tanta gente? E’ perfino violenza quella del capitano che affonda la nave e poi scappa!!!

  2. fede ha detto:

    Bell’articolo.. ormai i politici sono presi di mira dal popolo, stanco, non più ingenuo.. questo sistema non avrà vita lunga.. almeno spero! Come spero anche che succeda senza spargimento di sangue.. La manifestazione dei forconi dalla Sicilia si sta espandendo in calabria, sardegna, campania per spostarsi a Roma.. e siamo solo all’inizio del 2012.. l’anno della morte e della rinascita!

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