aperitivo con guano e piccioni

24 gennaio 2012 di: Angela Falcone

Lascio alle spalle il lavoro e dopo una gradevole passeggiata in centro a Palermo, decido di sedermi ad uno dei tavolini, nel cosiddetto salotto buono della città, per un aperitivo. Appena seduta, ho avuto la sensazione di trovarmi a Piazza San Marco a Venezia. Non per l’atmosfera magica di Venezia, o per la folla di turisti: per la presenza dei piccioni. Piccioni di città, piccioni comuni, piccioni che stanno diventando una piaga cittadina, che si riproducono indisturbati. Sull’ombrellone quadrato imbrattato dal guano, che ho subito rinominato paracacche del tavolino, intravidi quattro piccioni a ciascun angolo ed uno al centro. Tutti in assetto di guerra. Tutti pronti a scagliarsi in picchiata sui resti dei piatti. Il cameriere, alla mia richiesta se avessero impiantato un allevamento del volatile, non cogliendo l’ironia mi suggerisce di prendere con cautela le patatine dal piattino senza sollevare il tovagliolo che le nascondeva allo sguardo avido dei pennuti. «Sa», mi dice, «loro ne vanno pazzi». Mi viene spontaneo prendere una patatina e buttarla per terra per constatare la reazione dei piccioni, fulminea. Quanta energia per una patatina, cinque piccioni a far orgia!

Dopo questo divertente episodio, che non mi sognerò di ripetere non foss’altro per non prestarmi a tali malsane abitudini, dopo anni di bombardamento degli alimentaristi su ciò che fa bene e ciò che fa male, sui coloranti e sugli additivi, i conservanti, gli eccipienti, gli ogm e tutte le altre paranoie salutiste, ebbe il sopravvento la mia devianza professionale. Perché quel bar, rinomato, storico, con tanto di targa sulla data di istituzione, sottoponeva a simile strazio i propri clienti che decidevano di sostare all’esterno? Certo, non è furbo che in tempi di crisi si allontani in questo modo la clientela. Ci sarà qualcuno che, come me, si senta in imbarazzo per la presenza di cacche sul tavolino o sulle sedie in cui deve accomodarsi per una pausa? Qualcuno meno salutista di me, che può confidare sulle proprie reazioni immunitarie, potrebbe sentirsi minacciato dall’aviaria, dal tifo, o dal pericolo, per le donne incinte, della toxoplasmosi. Tuttavia, quando si tratta di pubblico, pastoie burocratiche e normative non mancano e seppure la norma è chiara, non tardano ad intervenire le associazioni in difesa del piccione. In realtà, gli amministratori locali dispongono di argomentazioni ineccepibili per ordinare interventi di controllo della riproduzione dei colombi, che si fonda sulla prevalenza delle esigenze di salvaguardia igienico-sanitaria della popolazione cittadina, rispetto a quella della tutela dell’integrità biologica degli animali. Possibile che tra gli avventori non ci sia mai stato un dipendente comunale, il sindaco, il proprietario del locale, un dipendente della Asl?

Siamo certi che un’analisi batteriologica di tutta la strada non evidenzi alcuna anomalia, che imponga la riduzione della presenza dei volatili? Non sarebbe indispensabile il supporto dei rilievi tecnici provenienti dai servizi Asl, Veterinario e di Medicina Pubblica, nonché da tutte le altre strutture deputate all’igiene urbana, al fine di sollecitare in modo adeguato il Comune ad interventi di ordine, significato e finalità sanitaria? La Legge 157/92, che detta le norme per la protezione della fauna selvatica, esplicita all’art. 19, comma 2, la liceità, nonché l’obbligo, per le Regioni di controllare le specie selvatiche, ai fini di tutela della salute pubblica, del patrimonio zootecnico e di quello storico-artistico. Mi piacciono molto questi uccelli in volo di ricognizione o, fatto ancora più romantico, in volo per portare missive, mi piacciono tutti gli animali ma il loro habitat naturale non può certo essere il tavolino di un bar. Gli animalisti – tra cui posso annoverarmi anch’io, ma in maniera moderata – dovrebbero comprendere che questi fatti non favoriscono l’amore per gli animali quanto, piuttosto, un’avversione agli stessi se diventano protagonisti e ospiti non richiesti del nostro aperitivo.

8 commenti su questo articolo:

  1. Fiorella ha detto:

    Certo in questo momento di problemi seri fa ridere occuparsi di piccioni, ma è invece una cosa importante a parte che ho visto io nel mio quartiere ragazzi usare fionda o un orribile colla che li attacca per sempre al marciapiede, cose che mi hanno fatto capire che gli amabili uccelli sono diventati essendo tanti un nemico da perseguitare. sono in ogni caso portatori di gravi malattie dunque un briciolo di attenzione la memeritano anche in tempi confusi come i nostri

  2. Alice ha detto:

    divertente fino ad un certo punto perchè tutto quello che dice Angela è la pura verità, tanti piccioni portano odio verso i piccioni e a malattie ,tipo toxoplasmosi, invalidanti. Dunque non è un bozzetto di vita quotidiana ma una realtà dell’ambiente di cui occuparsi… che se ne occuperà?

  3. Alice ha detto:

    divertente fino ad un certo punto perchè tutto quello che dice Angela è la pura verità, tanti piccioni portano odio verso i piccioni e a malattie ,tipo toxoplasmosi, invalidanti. Dunque non è un bozzetto di vita quotidiana ma una realtà dell’ambiente di cui occuparsi… che se ne occuperà?

  4. Antonio P. ha detto:

    Il mio quartiere è invaso dai piccioni, ognuno di noi dice: con tante cose più importanti che ci sono… eppure la vita quotidiana è importante,

  5. Fabio L ha detto:

    Problema piccioni? è il male del disinteresse della pubblica amministrazione nei confronti dei “piccoli problemi”. Piccoli apparentemente. Per rendere migliore una città basta poco. Non servono stravolgimenti urbanistici, restrizioni, regolamenti draconiani…. A volte basta buon senso e poche regole semplici, mirate ed efficaci. Cara Angela, a chi vuoi che interessino qualche migliaio di piccioni, piuttosto che mettersi contro associazioni animaliste e categorie varie. sicuramente non a chi ci ha governato. Le scelte impopolari si pagano care.
    Grazie per l’articolo
    Fabio.

  6. Angela ha detto:

    Grazie a tutti per i commenti. Ritengo che una città possa essere vivibile con pochi accorgimenti. Basta soltanto un pò di buonsenso. L’altra sera ero alla Stazione Centrale ed un branco di cani abbaiava contro una ragazza. Mi sono rivolta al presidio della Polizia ferroviaria, e ho appreso che, sempre per le solite motivazioni, gli Agenti non potevano allontanare gli animali dalla Stazione. Se non si trovano soluzioni di buon senso, possiamo solo temere che l’esasperazione degli umani renda questi poveri animali vittima di atti senza scrupoli. E, credetemi, io spero davvero che la pazienza e la tolleranza siano senza limiti. Anche a Palermo.

  7. fulvio ha detto:

    La presenza, in massa, nelle città ed in particolare, nei centri storici, degli amici pennuti, è un problema annoso proprio per la predisposizione particolare dei piccioni, ad avvicinarsi alla gente, della quale non hanno più paura, in attesa di racimolare qualche briciola. L’aspetto poetico ci sta tutto, vedere i piccioni che ti svolazzano intorno, vederli affollarsi all’affannosa ricerca delle briciole che cadono dal tuo piatto, l’immagine è quella di un quadro impressionista. Purtroppo la realtà va oltre, diciamocelo chiaramente, da fastidio vedersi saltare sul tavolino un paio di piccioni affamati, quasi come vedersi arrivare un loro “dono” dall’alto. Oltretutto è gia ampiamente dimostrato che possono veicolare alcune fastidiose malattie, penso, dunque che sia importante esortare le nostre amministrazioni comunali ad iniziare ad affrontare il problema con la dovuta serietà per permettere, ad unomini e piccioni, una convivenza serena.

  8. Fabio C. ha detto:

    Finchè le leggi sul randagismo ed altro non verranno applicate,ci saranno i piccioni che gironzolano intorno ai tavoli del locale di cui si parla.Poi che i piccioni che riempiono i luoghi pubblici facciano “colore” come a Venezia,è un altro discorso.Non sono comunque favorevole a vederli sterminati in vari modi,come purtroppo accade in certe zone ai cani e ai gatti.Le leggi di cui sopra devono essere applicate,ed oltre ad esse anche quelle per chi abbandona cani e gatti dopo aver fatto regali “chic” a bambini viziati.Ma tanto il problema non sarà mai affrontato seriamente perchè ci sarà sempre qualcuno che dice che ci sono cose più serie…

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