magic Christmas, ma non troppo

28 dicembre 2011 di: Rita Annaloro

Che bello il Natale, con le sue luci, le palle colorate e l’aria di magia in cui ci lasciamo trascinare con un sorriso: oroscopi, agrifogli, campanelli, nastri rossi e cotillons stuzzicano il nostro desiderio infantile di un dolce mondo ovattato dove tutto fili liscio come l’olio, proprio come piace a noi. E che le fiabe non siano solo una fuga dalla realtà lo hanno dimostrato parecchi studiosi, da Freud a Propp, da Angela Carter a Clarissa Pinkola: in effetti la trasfigurano o la interpretano, come le vecchie streghe che danno buoni consigli a chi si dimostra caritatevole con loro, orchi cattivi sempre in cerca di bambini da mangiare o brutti rospi che diventano principi con un bacio.

Attenzione però a questi miti, perché al giorno d’oggi un orco è spesso difficile da identificare: a volte può assumere le sembianze di un principe o di un guaritore, altre volte quelle di un mendicante o di un rospo che speriamo di trasformare a forza di baci. E’ giusto educare i bambini all’amore e alla tolleranza, ma attenzione alle trasformazioni magiche, che rischiano di inculcare nelle nostre principessine illusioni fallaci e nei piccoli principi l’idea che ogni avventura avrà magicamente un lieto fine: i rospi spesso rimangono a gracidare nei loro stagni e le imprese rischiose possono portare a incidenti mortali.

3 commenti su questo articolo:

  1. ubaldo ha detto:

    Acuto e divertente, ormai purtroppo neanche i bambini credono alle fate, mi chiedo se però sia giusto demolire le feste, forse erano l’ultimo caposaldo di illusioni.

  2. Paolo.R ha detto:

    Ma si, quest’ articolo conclude egregiamente il Natale, c’è così poca magia nel mondo che bisogna avvisare i bambini, non ho mai visto diventare qualcos’altro…

    • rita annaloro ha detto:

      E’ vero che le fate ci hanno abbandonato, ma la magia di un sorriso può far crescere la cultura delle illusioni sostenibili.
      Questo è un miracolo che auguro a tutti di vedere.
      Rita Annaloro

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