cosa bolle in pentola tra Regione e Comune

18 dicembre 2011 di: Fortunata Pace

Alla Regione siciliana, c’è un governatore con qualche difficoltà giudiziaria. Ma è ben ridotta rispetto a quel che per un certo tempo si ventilava. Buon per noi che non vorremmo mai assistere ad oscuri replay. Tuttavia è un governatore che presiede sul serio. Perché pare che negli assessorati non si muova foglia che lui non voglia. E dire che di bravi assessori ne ha parecchi, ed è merito che gli è stato riconosciuto. Ma chi decide, a quel che si dice, è lui e solo lui. Da noi del resto il puparo ha un suo ruolo e i paladini, anche se famosi e ben paludati, è sempre lui che li muove. Tuttavia molte cose in Sicilia franano comunque e una vera, precisa programmazione su quanto si fa o si ha intenzione di fare, non viene fuori. Sul fronte di strade e autostrade, quel che si muove è lento e non chiaro nei collegamenti e nelle autentiche utilità che ne derivano. Per quanto riguarda la costruzione o sistemazione di opere pubbliche, per non parlare delle incompiute, la situazione non è differente. Un esame dettagliato che non è nostro compito fare o saper fare rispetto a quel che è di pertinenza di ogni assessorato, non guasterebbe e qualche mirata conferenza stampa per una corretta informazione, non guasterebbe.

Ad esempio per i Beni Culturali la cui macchina burocratica è tra le più complesse e circostanziate, chi salva o almeno protegge un cittadino, un ente, un’associazione che si affidi al richiamo delle sirene di bandi, circolari e regolamenti? Vale una data, un termine per farsi avanti, ma non c’è mai una data, un termine che, come dovuto, mettano in condizioni operative chi ci ha creduto o si è in buona fede programmato. Un dossier per le esperienze dirette tra cittadini e Regione, nel suo apparato, non è stato ancora scritto. Forse si farà. Perché da noi è giusto e doveroso scrivere di “mafia”, ma altrettanto lo diviene scrivere di “potere”. Il Comune sonnecchia e si crogiola nell’attesa delle elezioni che porteranno ad un nuovo sindaco. Per cui, quel che ora c’è e che nella sua seconda legislatura abbiamo più volte stentato a vedere e molte volte a contestare, ha probabilmente cominciato il suo conto alla rovescia e si ritrova più comodo dei palermitani, sia che lo abbiano votato sia che no. Tanto, tutti questi palermitani, lo sanno per chi devono votare e con qualche speranza che i buchi chiari, sinora irreparabili della città, potranno risolversi?

Le primarie non si sa se si faranno, nomi ne spuntano e ne spariscono in abbondanza, uomini e donne di uguali o simili schieramenti si danno battaglia, Lombardo, Miccichè, Lupo si pronunziano e non, altri si muovono nell’ombra ma i veli più o meno cominciano a lacerarsi e su tutto imperversa una gran confusione. Vi si aggiunge l’immagine piccola e sparuta di un autocandidato e quello, ben più preponderante, di una giovane signora che ha occupato ogni spazio pubblicitario possibile a varie e crescenti dimensioni, in ogni parte della città. Un partito la sostiene? E’ ben provvista per suo conto? Auguri, signora. A lei che investe e a noi, semmai dovesse venirci voglia di investire in fiducia e concreta, legittima, giustificabile speranza nei confronti di chicchessia.

1 commento su questo articolo:

  1. Adele ha detto:

    tutto fuorché lombardo… ne abbiamo avuto uno che è finito in carcere di presidente corrotto, lui resiste. spero che il PD si ravveda e non ripeta questa assurda e inqualificabile alleanza con i “mafiosi”. Non si capisce davvero, ha ragione la borsellino a porre veti in tal senso. Nè io nè altra gente che conosco voteremo PD se si allea con lombardo. Sarà disfatta in sicilia se il pd continuerà con questa ambiguità!

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