un paese per vecchi

3 novembre 2011 di: Marina Turco

Mai vista tanta infelicità negli sguardi della gente. Forse soffre anche chi non ne avrebbe motivo personale. Aleggia una forma di depressione collettiva e il paradosso di un sentimento unitario mal riposto nel tempo e nello spazio perché raramente provato per gioia od orgoglio di italiani. E’ malumore nazionale, è la paura d’un intero popolo. Uniscono solo gli interrogativi, più simili a sospetti, sull’oscurità del futuro. E’ un’epidemia di paura e fragilità. Poveri stupidi italiani! Impreparati furbi di giornata! Servi sciocchi senza scuola! Presunti innocenti, presunti colpevoli! Chi lo salverà il nostro talento da Sciuscià? Chi ci farà risalire la classifica dal punto zero dignità? Chi lo inventerà il nuovo “piano Marshall”? Chi avrà la forza mai trovata da 60 milioni di individui, massa indecisa, pigra e coccolona come una gatta d’inverno. Chi la vincerà questa menopausa che ci priva di ormone riproduttivo? Non fosse uno spettro orribile, lo scossone del fallimento sarebbe la giusta punizione antropologica per il popolo imbelle. Il popolo azionista s’è lasciato truffare per mancata cultura dei principi elementari dell’economia domestica: prima nota, entrate e uscite. Assente nell’aria il principio di autodeterminazione. E forse tardive le urla di oggi. L’orizzonte è disordinato come le proteste di piazza. La politica è umiliata nella sua concezione primaria. Non c’è nome, non c’è alleanza, non c’è intesa che contenga al momento il principio attivo dell’antibiotico che serve. Si soffre sospesi a sinistra. Nella forma di cittadini col timido pallino della partecipazione, si spera un giorno, gli altri sei si rischia di naufragare nella confusione. Manca tutto in questa inedia delle idee. Non basta l’onestà dei singoli, degli artigiani di partito, né di volenterosi giovani caciaroni dal pensiero ondivago. Serve un’intuizione da capolavoro d’arte contemporanea. Va concepita in un laboratorio unitario una molecola nuova, un antidoto all’ignavia, ai vizi danteschi che lacerano un Paese per vecchi.

1 commento su questo articolo:

  1. Giovanni Villino ha detto:

    Sottoscrivo quanto da te scritto

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