un invito dal convegno della società delle letterate

25 novembre 2011 di: Gisella Modica

«A cosa serve la letteratura, come può questo sapere diventare concreto oggi, mentre il mondo perde salute ed equilibrio, democrazia e pace e nessuna attività che non sia strettamente legata alla sopravvivenza e alla difesa della nostra civiltà sembrerebbe consentita?» La domanda la pose nel 2004 Monica Farnetti, studiosa tra le più accreditate di Anna Maria Ortese, nel quinto convegno nazionale della Sil (Società Italiana delle Letterate). E’ questo il filo rosso che tiene insieme il lavoro delle socie dell’Associazione, composta da scrittrici, insegnanti, registe, poete, libraie, pittrici, critiche d’arte, editrici e lettrici appassionate. Una domanda che «mette costantemente in gioco il nostro rapporto con la pagina scritta per recuperare la valenza sovversiva e la funzione politica della letteratura, azione necessaria in una società che manca di rappresentanza e di rappresentazione», come ebbe a dire Cristina Bracchi, critica letteraria, durante il VII convegno nazionale di Torino, dal bellissimo titolo “Poetiche Politiche”.

Convegno che faceva seguito al seminario sulle Tre ghinee “Il dono della politica”. Dunque un rapporto inscindibile tra letteratura e politica, una interrogazione costante tra le due discipline, che si è posta anche nell’ultimo convegno a Genova dal 18 al 20 Novembre dal titolo “Io sono molte, l’invenzione delle personagge”. Non è un errore ortografico, si è coniato proprio il termine personagge ( che il computer insiste a segnarmi rosso), «con un gesto di arbitrio creativo della lingua». In che modo le personagge di oggi, uscite fuori dalla penna di scrittrici, registe, poete, dopo l’avvento del femminismo, o di ieri, lette con gli occhi delle lettrici di oggi, possono aiutarci a capire il presente? Oggi che le donne «hanno come scena delle loro azioni e desideri il mondo intero». Oggi che il modello, “la cifra comune” non è più l’attesa (di un uomo, di un figlio, della salvezza da un destino segnato). «A quali azioni danno vita, quali le motivazioni, quale mondo traspare dal loro punto di vista?» domanda in apertura Bia Sarasini, presidente uscente della Sil. Impossibile naturalmente condensare i risultati di due giorni intensissimi, durante i quali sono sfilate sul palco del Palazzo Ducale le personaggi più diverse – da Didone ad Angelica (Ariosto), da Modesta (Goliarda Sapienza) alla Sirenetta (Andersen), dalle personagge di Shirin Neshat e di Ketty La Rocca (artiste poliedriche) alle amiche di Sex and the City, da Lisbeth Salander (Millennium) a Jo Marc (Louise Alcott) a Francesca (Dita di Dama di Chiara Ingrao), la preferita dalla sottoscritta. «Abbiamo bisogno di loro per raccontare il mondo e quindi anche per situarci nel contesto, per sperimentare l’essere-altre» ha detto Nadia Setti nella relazione introduttiva. «Ma è importante anche il nostro sguardo, il modo in cui entriamo in relazione con loro, che cosa ci affidano e affidiamo loro, come ci serviamo di loro anche brutalmente». Per affidarci e per servirsene, occorre una buona dose di Alterità (mettersi nei panni dell’Altra) che a noi donne certamente non manca: «Io sono molte».

Racconto tutto questo, oltre che per il piacere di comunicare quanto per me è stata esaltante l’esperienza, anche per contribuire al progetto della Sil di creare un archivio nazionale delle personagge preferite, invitando chi legge queste righe a segnalare a sua volta la propria, dandone motivazione, attraverso il sito. Se l’invito verrà raccolto potremmo valutare la possibilità di creare un gruppo di lettrici, scrittrici e altro, disposte a lavorare sul rapporto politica/letteratura, magari con particolare attenzione alle personagge scaturite dalla penna di scrittrici siciliane

5 commenti su questo articolo:

  1. sonia.s ha detto:

    fatta una tregua su berlusconi, ma sarà vera tregua o ritornerà più arrogante che mai, intanto dedichiamoci a varie cose arricchenti mentre quelle precedenti erano tutte impoverenti,questa iniziativa mi piace ma come collaborare?

    • gisellamodica ha detto:

      cara sonia
      sto provand a creare un gruppo di appassionate di lettura/scrittura che sia interessato al progetto SIL sulla creazione di un dizionario delle personagge. Nel frattempo puoi inviare, se ti va, alla mia email gisellamodica@alice.it il nome di una personaggia preferita indicando il titolo del libro che la ospita, un brano (2mila caratteri) e tre attributi chiave che contraddistinguono la personaggia. Lo stesso invito lo estendo a rosamaria.

  2. rosamaria ha detto:

    Un personaggio per me importante è quello di Mosca nella ninna nanna del lupo di silvana grasso racchiude in se l’emigrazione,l’emarginazione, l’inserimento, il ritorno a casa, la malattia,lamorte.

  3. rossella caleca ha detto:

    Cara Gisella, è un progetto bellissimo. Anch’io voglio partecipare; mi sembra importante considerare anche l’apporto degli scrittori siciliani (uomini); alcuni di loro, come Pirandello, hanno creato personaggi femminili straordinari, che riflettono una realtà e ruoli sociali non ancora dimenticati (e da non dimenticare…)

  4. gisellamodica ha detto:

    cara rossella
    la SIL è nata per riportare al centro dell’attenzione scritture femminili, adesso nulla togliendo alla bravura spesso incomparabile di scritture maschili, il progetto nello specifico vuole sondare i cambiamenti , dopo il femminismo, dell’anima di scrittrici donne, quandi se vuoi partecipare, e ne sarei felice, dovresti attenerti a qyanto ho già detto a Sonia.

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