prende il cuore il film di Wenders su Pina

23 novembre 2011 di: Federica Aluzzo

«Dance, dance… otherwise we are lost» è il leitmotiv del film “Pina” che il regista Wim Wenders ha dedicato alla grande coreografa neo-espressionista Pina Bausch (1940-2009). E’ una semplice frase che può sentire solo chi vive con e per la danza, chi “si nutre” e respira grazie alla danza, chi senza la danza si sente morire interiormente. Proprio la mia passione per quest’arte e l’apprezzamento per il lavoro di Pina, mi hanno spinta ad andare a visitare la scuola ed i luoghi in cui vengono prodotti i suoi spettacoli, a Wuppertal in Germania, a toccare con mano il mistero che sta dietro la meraviglia che viene creata. Ciò che ho sperimentato, vivendolo sul mio corpo e mettendomi in gioco durante un’audizione, è che l’interesse del suo lavoro va oltre la forma, la tecnica e l’estetica, rivolgendosi all’eleganza dell’essenza. Pina nei suoi spettacoli manifesta tutta la spiritualità insita nella sua visione della vita e Wim Wenders nel suo film, utilizzando il 3D, ci permette quasi di vivere dall’interno questa bellezza. Non ci poteva essere simbiosi migliore tra due artisti di così elevata sensibilità. In entrambi colpisce la cura del dettaglio, la voglia di celebrare il connubio tra spirito e materia, di valorizzare il mondo come manifestazione di forme supreme d’amore. Entrambi ci ricordano come sia fondamentale guardare la vita da un’angolazione sacra, evidenziandone la bellezza piuttosto che l’orrore. Ognuno di noi può scegliere a cosa dare importanza nella vita ordinaria, a quale influenza sottomettersi. Ma la cura, la precisione, riscontrate in questo film, sia nelle riprese che nelle coreografie di Pina Bausch non permettono di distogliere lo sguardo dalla sacralità, suscitando un senso di commozione. Ma da cosa deriva questa loro abilità?

Io penso che scaturisca dalla capacità di scavare sempre più in profondità sino a quando non arrivano all’essenza di quel che stanno cercando: sia che si tratti delle emozioni dell’animo umano, di elementi della Natura, sia che si tratti del movimento che deve esprimerle o della ripresa cinematografica che deve rappresentarle. In ogni caso quello che traspare è l’attenzione, la cura del dettaglio, l’amore e la profondità di intenti con i quali entrambi si sono dedicati a quell’impresa sino a raggiungerne il cuore e portarlo all’esterno per manifestarlo al pubblico. Sì, artisti di questo calibro, mi sembra proprio che riescano a toccare l’anima di tutto il creato, e che più vanno in profondità più si elevino verso il cielo ed espandano il loro amore, attraverso la loro arte, in tutte le direzioni. Arrivano al punto in cui terra e cielo si toccano e riescono ad esprimerlo con una sobrietà ed una delicatezza che li fanno somigliare ad angeli. Profondità, attenzione, cura, rispetto che si manifestano con semplicità, in una parola amore per la vita e riconoscimento della presenza di Dio in essa, sono i messaggi che il film Pina mi ha trasmesso.

Quindi mi sento di dire anche io il mio grazie a Pina e a Wim Wenders, per averci mostrato cosa vuol dire amare la vita e celebrarla, per averci ricordato l’importanza di lottare per la bellezza e non smettere mai di cercare l’essenza delle cose; grazie per averci mostrato la strada della creatività come espressione della spiritualità, grazie infine per aver restituito alla danza la dignità di forma d’arte sublime. E allora concordo con te Pina: danziamo, danziamo….altrimenti siamo perduti.

6 commenti su questo articolo:

  1. sandra losicco ha detto:

    federica, il film non aveva affatto queste suggestioni e mi è sembrato anche un po’ tetro, nelle tue mani attraverso la recensione diventa bello e da voglia di danza, meglio tu di wim wenders che mi ha fatto veramente annoiare.

  2. giovanna ha detto:

    Un film che a me non è piaciuto per niente, come dice Sandra l’ho trovato noioso, scritto da F.Aluzzo diventa un bel film, è bello il film o la passione per la danza della scrittrice?

  3. Daria ha detto:

    Io ho apprezzato molto il film, sono d’accordo con Federica. Pina è stata una delle più grandi coreografe mai esistite, il suo sguardo trasformava corpi in plastici e materia in poesia; ha permesso al mondo di conoscere il teatro-danza e di amarlo. La pellicola di Wim Wenders rende omaggio in maniera eccellente all’amica Pina, alla sua arte unica, alla sua dedizione alla danza, e al rapporto unico che è riuscita ad instaurare con i suoi danzatori.

  4. susanna ha detto:

    ottimo il film ed ottimo il modo in cui è stato sentito da un addetta ai lavori…come Federica

  5. Roly ha detto:

    Federica, non ho visto il film ma dalla tua descrizione e dalle emozioni che sei riuscita a farmi arrivare, sono certo che lo apprezzerò e lo guarderò con uno spirito diverso.
    Brava, riesci sempre a trasmettere i sentimenti e le sensazioni in modo lucido e appropriato.

  6. fede aluzzo ha detto:

    Grazie mille per l’apprezzamento dimostrato, sono lusingata.. fede

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