museo delle trame mediterranee, l’avventura continua

21 novembre 2011 di: Rossella Caleca

Quasi a conferma di ciò che non molto tempo fa avevo scritto a proposito di Gibellina, sulla qualità e sul respiro internazionale delle collezioni d’arte e delle manifestazioni culturali, giunge la notizia del conferimento del premio nazionale “Icom Italia – Musei dell’anno 2011” al Museo delle Trame Mediterranee – Fondazione Orestiadi di Ghibellina. Il riconoscimento è stato assegnato per il miglior progetto di mediazione culturale; e veramente mi sembra che venga a “riconoscere” e a “far conoscere” decenni di lavoro appassionato all’insegna dell’incontro e confronto tra culture diverse per una crescita comune. Alcune frasi contenute nella motivazione del premio mi sembrano particolarmente significative: «Il Museo delle Trame mediterranee (…) ha sviluppato nel tempo una relazione molto speciale con la comunità locale, in particolare con i giovani e con gli artisti giovani. Ogni anno con i propri progetti educativi il Museo coinvolge gli abitanti dei luoghi nella riappropriazione della loro drammatica storia (…) Il Museo ha una seconda sede a Tunisi, nella quale si sviluppano relazioni intense tra giovani studenti tunisini e italiani, per instaurare felici legami tra le due sponde del Mediterraneo. Le collezioni rispecchiano fedelmente questa impostazione e sono esse stesse allestite con rimandi continui tra passato e presente di queste culture e manifatture…».

Non è facile trovare oggi in Sicilia qualcosa di cui poter essere pienamente orgogliosi: per questo rivolgo, oltre alle congratulazioni, un ringraziamento, come cittadina e come “utente”, a tutti coloro, dalla presidente della Fondazione Francesca Corrao e dal direttore del Museo Enzo Fiammetta ai tanti collaboratori, e agli artisti che hanno contribuito a realizzare, ed arricchiscono ogni giorno, questa bella realtà.

1 commento su questo articolo:

  1. Maria Stella ha detto:

    Sì non è facile in nessun posto potere essere orgogliosi, ma cambiamo atteggiamento oltre a parlare di tutto quello che è negativo,che dobbiamo anzi urlare, parliamo anche delle nostre piccole positività.

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