festa dei morti, tradizione o Halloween per me pari son

4 novembre 2011 di: Daria D’Angelo

Per i Celti pagani la sera del 31 ottobre ricorreva la Morte dell’Estate; l’inverno freddo e buio richiamava il freddo e il buio della morte. Si credeva che proprio quella notte spettri e streghe si scatenassero contro gli umani. Nel 1600 una sorta di sacerdoti, i “Camuffati”, indossando mostruose maschere vagavano per le vie danzando e cantando per spaventare gli spiriti e allontanare il malocchio. Nell’800 infine, dimenticate le origini religiose e mantenuti solo gli aspetti spettacolari e folkloristici, Halloween si tramutò in un’allegra festa in cui i bimbi mascherati in modi spaventosi e buffi, vanno di casa in casa con un sacco pronunziando il motto «scherzetto o dolcetto?». Certo, questa festa anglosassone non ci appartiene, ma è eccessivo pensare che addirittura riesca a snaturare le feste della chiesa. Con una dura presa di posizione sull’edizione bolognese di Avvenire, l’Arcidiocesi di Bologna del cardinale Carlo Caffarra parla della celebrazione di Halloween come di una «brutta resa al relativismo dilagante».

Da Torino l’arcivescovo Cesare Nosiglia, anche lui assolutamente contrario, afferma che la festa dei Santi e la commemorazione dei defunti, tanto care alla tradizione del popolo cristiano, da anni sono contaminate da Halloween. Dichiara che tale festa, che non ha nulla a che vedere con la visione cristiana della vita e della morte, rischia sul piano educativo di snaturarne il messaggio spirituale, religioso, umano e sociale che questi momenti forti della fede cristiana portano con sé. Aggiunge che Halloween fa dello spiritismo e del senso del macabro il suo centro ispiratore. Certo, Halloween è una festa anglosassone che non ci appartiene, e Babbo Natale, allora? Ne vogliamo parlare? L’iconografia di Babbo Natale vestito di rosso e l’albero di Natale ornato di palle e candeline non ci appartengono nemmeno, per coerenza dovremmo fare soltanto il presepe e aspettare il 6 gennaio per dare doni ai bambini con i Re Magi. In fondo, questa “apertura” alla festa di Halloween non mi sembra proprio che abbia assorbito le ricorrenze cattoliche, nessuno la associa né tantomeno penserebbe di sostituire i valori delle proprie tradizioni con altre d’importazione.

Parliamo solo di ragazzi in maschera, di un “carnevale” in più. Una modernità che non crea nessun tipo di conflitto. E’ solo l’opportunità di una trasformazione nella quale potremmo anche vedere qualche lato positivo, senza l’ostilità di una Chiesa che trova sempre qualche pretesto per creare sensi di colpa. Che senso ha elevare anatemi e aprire un “conflitto d’interesse”, perché creare antagonismo in un mondo che ne vive già così tanti?

1 commento su questo articolo:

  1. silvia ha detto:

    Quando la chiesa parla lo fa fuori tempo o a sproposito, insomma avrebbe bisogno di qualcuno che le rinfrescasse l’immagine, almeno le insegnasse a comunicare, ha ragione Daria una carnevalata come può portare detrimento alla fede?

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