col fango cresce la voglia di tango

7 novembre 2011 di: Federica Aluzzo

Siamo in piena recessione e l’unico settore che sembra in espansione è il “ballo”. Si vedono in televisione coppie di anziani ballare la Lambada sotto gli occhi compiaciuti della De Filippi, due presentatrici si contendono, in tribunale, l’esclusiva di un programma non di approfondimento ma di danza moderna, divi e meno divi si cimentano in mazurche e samba e, re fra tutti, nel tango. Sempre più gente si avvicina al tango argentino; stiamo assistendo ad un vero e proprio boom: nascono nuove scuole e il numero di adepti aumenta a vista d’occhio. E secondo me non è un caso che la gente dedichi le sue energie, anche economiche, a questa piuttosto che ad altre attività. Il Tango, infatti, permette di divertirsi e nello stesso tempo superare il problema della solitudine e dell’incomunicabilità, di ristabilire un ordine nel rispetto dei ruoli uomo-donna, di vivere momenti di presenza.

E’ un ottimo antidoto ai mali della società attuale in cui non si assiste altro che a scontri ed aggressioni verbali o fisiche, in cui “l’altro” è ridotto alla funzione di specchio della propria presunta superiorità (vedi tutti i “confronti” in tv), in cui sembra che l’unica maniera per rivendicare i propri diritti sia la violenza (vedi i Black-bloc e tutti i movimenti “rivoluzionari” in corso..). In questo contesto, direi deprimente, la milonga (luogo in cui si balla tango) diventa un rifugio e molto più: il luogo dell’incontro piuttosto che dello scontro. Col tango infatti, nel momento in cui due corpi si abbracciano, sovrapponendo i loro campi vibrazionali, si scatena una comunicazione diretta, immediata, un’intimità che nel tempo di pochi secondi permette di abbattere la distanza della forma, della personalità costruita, per andare all’essenza e al cuore delle persone. Il tango permette di entrare immediatamente nella sfera dell’altro, della “verità”, eliminando ogni senso di “isolamento”. E dalla comunicazione non verbale dei corpi si passa alla comunicazione delle anime che trasportate dalla musica si amano o si respingono, si ritrovano e si perdono, si immergono in una danza sensuale in cui, è vero, si scatenano tutte le passioni più istintive, ma mai violente: sempre e solo nel rispetto dell’altro. Si gioca. E quando si raggiunge l’armonia si vola alto e quella gioia incontrata diventa la molla che spinge a ritornare nella “comunità tanghera”.

Inoltre, in milonga ci sono delle regole precise che restituiscono dignità alla donna, che non si svende come il modello propinato dalle escort, ma al contrario rimane ferma in attesa di un invito, si fa conquistare, non si offre, e durante la danza si impegna a sentire le intenzioni dell’uomo per rispondere al meglio ai suoi segnali, senza per questo perdere la sua identità. Il tango permette di ristabilire un contatto con se stessi. Così una serata trascorsa a ballare aiuta ad allontanare tutte le ansie che la crisi produce, anzi funge da rigeneratore di energia. E questo anche grazie al fatto che il tango è una forma di “meditazione”. Basandosi sull’improvvisazione, infatti, richiede un’attenzione costante, un coinvolgimento di tutti e tre i centri: mentale, fisico ed emozionale che induce la testa a svuotarsi dai pensieri, a non identificarsi con le proprie preoccupazioni, divenendo un incantevole esercizio di presenza, un viaggio nel “qui ed ora”; un qui ed ora avvolgente che permette di dimenticare i problemi economici, la crisi di valori, la solitudine. Momenti di illusione o verità? Direi semplicemente momenti di presenza che vola avvolta da un abbraccio caloroso sulle note di una musica che penetra nell’anima…

20 commenti su questo articolo:

  1. ketty ha detto:

    questo articolo è la perfetta esplicazione del sentimento tanghero …veritiero e sostanziale ….brava Aluzzo …davvero impeccabile.

  2. roly ha detto:

    Brava Federica, una voce vera e passionale a sostegno di un mondo che solo se vissuto è realmente compreso. Sei tutti noi, facci sognare ancora. Buon lavoro.

  3. roly ha detto:

    …..dimenticavo e me ne scuso, volevo porgere i miei complimenti alla redazione di mezzocielo. Era un periodico che non lo conoscevo, ora non mancherò mai all’appuntamento che trovo interessante e ben strutturato. A presto.

  4. Jsabella ha detto:

    Devo dire che l’articolo è ben strutturato, a mio avviso tocca molti punti in maniera essenziale e chiara. La gente col ballo dà libero sfogo a quelle frustarzioni che si porta addosso consapevolmente e no, è forse per questo che più persone giovani e meno giovani si dedicano al ballo. Come dici tu Federica il tango anche secondo mè è la libera espressione di qualcosa di interirore che si libera nella sua forma più emozionale e passionale, brava sei riuscita a dire cose che non sempre sono così evidenti riuscendo a superare l’ impatto esteriore. Grazie per la profonda analisi fatta.

  5. jsabella ha detto:

    PS: scusa gli errori nel commento dovuti all’ora tarda…. me ne sono accorta dopo… ciò non toglie che ne confermi il contenuto.

  6. silvana ha detto:

    Cara Federica finalmente ho capito ed ho giustificato il proliferare di tante scuole di Tango, le tue spiegazioni mi hanno fatto pensare al tango come ad una vera salvezza in periodi così bui.

  7. mary.J24 ha detto:

    Beh…non esageriamo, il tango può essere uno svago ..ma una salvezza mi pare davvero eccessivo.

  8. Andrea ha detto:

    hai pienamente ragione Federica, dimostri bene che il tango è una disciplina completa e divertente, ben oltre un semplice “ballo”

  9. silvana ha detto:

    certo chiamarlo salvezza era un po’ eccessivo e un po’ ironico ma semplice svago e minimizzante!

  10. pablito viglione ha detto:

    sono un modellista di calzature e realizzo collezioni per scarpe da ballo standard,da sala,social dance,latino,ma niente puo’
    ispirare la mia tecnica ed la mia fantasia…..tango mio amor,fai danzare la mia matita….con passion,lux e armonia….

  11. eli ha detto:

    Un bell’articolo non c’è che dire! Manca un solo punto sul quale tutti i forum tangheri discutono all’infinito: il rispetto di quelle regole che dovrebbero essere naturali ma non sempre lo sono e il fatto che la milonga è una riproduzione in miniatura dell’universo umano; per questo non finirà ma di stupire, divertire, innamorare e far arrabbiare i suoi componenti!

  12. ludovica ha detto:

    non conoscevo questo sito femminile, congratulazioni è ottimo come l’articolo di federica dove l’anima tanghera è tutta spiegata. ma il tango, il ballo in generale potranno essere mai spiegati?

  13. tery ha detto:

    bell’articolo.. il tango merita attenzione .. ma la connessione tango-crisi mi sembra un pò forzata.. cosa c’entra? forse siete le solite intellettuali di sinistra che rendono tutto incomprensibile..

  14. silvana fernandez ha detto:

    cara tery che siamo di sinistra lo diciamo nell’intestazione che siamo intellettuali lo dici tu e ti ringraziamo perchè esserlo è un valore in più come in forma diversa un valore in più sono il ballo e l’ idee che ispirano il tango, la connessione fra il ballo è la crisi è una cosa che rileviamo dal gran numero di scuole di ballo che vengono fuori in questi ultimi anni e che ci hanno spinto a farci delle domande che Federica con mano leggera ci ha chiarito

  15. lucia ha detto:

    ciao federica! premetto che concordo e condivido con tutto quello che hai scritto e descritto benissimo …. d’altronde il ballo “in generale” e’ sempre stato trasmissione di comunicazione,espressione, libertà ..ed ha sempre accomunato tutto quello che può essere, tranne che la violenza ; questo e’ sicuro. ……pero’ permettimi di esprimere una mia cmq, vaga visione da un’altro punto di vista ,ovviamente, a volte noto nelle milongue che ci sono alcune donne che “come dici tu.. non è propinata come modello di una escort ma bensì attende che sia l’uomo ad avere il piacere di condividere l’essenza di questo ballo meraviglioso”, ma purtroppo non e’ sempre così. vedo molti (.non tutti) uomini invitare sempre le stesse belle donne,amiche,compagne di corso,… etc .. e non credo solo xke’ siano le uniche donne che riescano a trasmettere la passione…del tango (xkè stiamo parlando di passione ,trasmissione dei sentimenti, giusto?? non di bravura… ) che purtroppo vedo sedute molto spesso dall’inizio alla fine della serata e non se la godono nemmeno tutta, xke’ giustamente si annoiano …
    Perchè non scrivere anche questo con le relative risposte “maschili”?? e non solo, a volte mi sembra pure che ci siano (cosa che spesso delude) delle fazioni tra… scuole, allievi etc…..tipo ” vieni nella mia scuola perchè ti insegno veramente a ballare….. , il mio/ei maestro/i sono i piu’ bravi gli altri non ti insegnano niente gli interessa/no solo i soldi etc ( a chi non interessano i soldi??)!!… noooo non invito quella dell’altra scuola… xkè non mi piace il metodo del suo maestro quindi non sa’ ballare…. bla bla bla…..
    scusate la mia prolissita’ , ma non ho voluto scrivere questo xkè sono una persona negativa.. al contrario! e’ bello scrivere sempre le cose positive… e’ facile, anche sè vere! ma magari pubblicare anche qualcosa di negativo ci aiuta a migliorare e guardarci un po’ in faccia, anche se ci si mette a rischio di essere presi in antipatia o criticati, ma anche questo fà parte dell’essere veri..soprattutto umani .( signori miei, a chì non e’ capitato di incontrare un/una milonguero/a nelle milongue o meglio ancora fuori contesto milonguero, e si parla? … sai quanto di negativo esce fuori!????????????? ) .. e’ vero o no!????.. chiedo sempre umilmente scusa… 😉

  16. daniela ha detto:

    mi hai commossa….come quando ballo il tango…grazie…

  17. Francesco ha detto:

    Bello Fede !
    Sintesi ottimale….

  18. Giuseppe ha detto:

    Brava Federica. Hai colto il senso profondo del tango, la sua essenza, il suo intimo coinvolgimento. Sei riuscita a fare una sintesi di tutto ciò che i tangheri sentono e vivono quando, stretti in un abbraccio avvolto dalla musica, entrano in una sfera emotiva diversa dalla quotidianità e di grande comunicazione fisica ed emozionale. Brava.

  19. francesco ha detto:

    Ciao Fede, complimenti le tue parole sul tango chiaramente sono di una alta qualità, come te. Ben lontana ancora la realtà delle milongas, manca ancora quel diffuso sentimento di unione e di rispetto che pretende di trasmettere il tango. Se la passività della donna nel seguire è una passività attiva, la donna cioè ha una diversità orizzontale, non verticale (che sarebbe invece il medioevale la donna obbedisce, l’uomo comanda), ha cioè lo stesso valore dell’uomo come due facce della stessa medaglia, le divisioni a cui assistiamo ancora non sono diversità dell’Uno, sono proprio divisioni da se stessi, di esseri irrisolti, che si proiettano nella realtà tanguera. Le scuole (ma anche tanti individui) ancora vivono di primati e, chi ne paga il prezzo sono i loro sventurati allievi, che rimangono delusi nelle aspettative che il tango propone. Si formano anche gruppi pseudo-svincolati da logiche di denaro alla ‘volemosebene’ ma che gareggiano di quel primato narcisistico da cui non riescono a svincolarsi e che non sono esenti da logiche di costi organizzativi seppur proposti in altra forma diciamo diversamente addolcita. La verità è che chi lavora col tango e lo fa seriamente, per fare crescere il livello tecnico degli allievi, affronta dei costi che deve sostenere e che certo non fa nè arricchire e nemmeno sopravvivere (soprattutto perchè i migliori maestri vivono fuori dalla sicilia ed è costosissimo farli arrivare da noi), chi lavora col tango lo fa perchè ne deriva un nutrimento di altra natura, che Fede bene ha descritto parlando di centri, di presenza e di logiche meditative, quello che deriva dalle impressioni. Il fatto che qualcuno ne viene affascinato a tal punto da farne un lavoro, più o meno di qualità, è comunque molto positivo e non criticabile, perchè contribuisce a fare parlare del tango con vantaggio e crescita per tutta la comunità. Quindi grazie Fede per il punto di vista che hai trasmesso. F.S.

  20. fede alu ha detto:

    ciao a tutti, grazie infinite per i commenti.. si avete ragione, la milonga non è un mondo fatato.. anzi lo ritengo lo specchio, in piccolo, della realtà. Contiene gente di tutti i tipi e tutti i sentimenti e le passioni, anche le più “basse”. Ma la cosa bella è che si è tutti comunque li per ballare, perchè si ama il tango.. (già so che qualcuno sta pensando: o per abbordare..). Il tango è il ballo dell’unione per eccellenza… in cui non conta più l’età di chi abbracci, nè il grado di istruzione! .. cadono così tutte quelle sovrastrutture mentali che, nella vita ordinaria, dividono. Ma non nego che nel microcosmo della milonga possano essere presenti anche emozioni più “umane” come la gelosia, l’invidia, l’egoismo che spinge a non invitare alcune donne e abitudini a farsi la guerra tra maestri per interessi economici o scorrettezze. Se non fosse così, non sarebbe più lo specchio della realtà, ma un mondo fatato e fantastico e anche la passione non sarebbe più vera, ma eterea e sublimata. Penso che ancora non solo noi tangheri, ma tutta l’umanità è lontana da questa evoluzione, ma con un pò di impegno, cominciando dalla milonga possiamo far si che qualcosa cambi. Il tango è il ballo del NOI per eccellenza, del superamento dell’IO, è il ballo della ricerca dell’armonia.. e allora.. “tanghiamo”.. il tango è un ottimo maestro di vita!

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