un lettera di intenti lo salverà?

30 ottobre 2011 di: Fortunata Pace

Non si sa quanto possa sorprenderci ancora Silvio Berlusconi. Anzi, quasi non ci sorprende più. Ma ci pensa l’Europa a fare le nostre veci,se prende come buona una  lettera-elenco dove c’è tutto e il suo contrario, intendendo per esso la mancanza di uno straccio di tempi

e di modalità e una vera irrisione a quel passato, lungo e lastricato soprattutto di leggi salvaprocessi, con cui il premier italiano ha impegnato una incredibile maggioranza! Ma forse piuttosto che accettarla, avranno, senza polveroni, deciso un candido stop, in attesa delle prossime mosse dello stesso Berlusconi. Che non potranno tardare, sia perché Bossi prima o poi la smetterà coi suoi tira e molla assolutamente privi di ritegno e anch’essi, come per il suo partner, da spacca coalizione, sia perché sarà a tutti noi più chiara la strategia del presidente del Consiglio.

Lo sa, lo sa, che sta concludendo la sua parata quasi ventennale. Ma per la sua uscita di scena vuole evidentemente un paio di cosucce che gli permettano, in tutta tranquillità, di circondarsi di un paio di amici non proprio “per benino” e di un paio di escort più o meno minorenni, che potrà sempre lautamente ricompensare. Ma per nostra fortuna, non più con rilevanti incarichi politici e di governo. Chi ha condotto per anni una partita che – peccato, veramente peccato – occuperà la storia del nostro paese, non scenderà dalla sua poltrona senza le benedizioni, quanto meno dei suoi figli. Sta pensando seriamente al suo “Finale di partita” con qualche dettaglio che sfugge ai consueti osservatori che ci istruiscono dai “media”. Ma gli altri, dal canto loro, non stanno seriamente pensando e costruendo qualcosa di forte e di  risolutivo per il futuro che ci attende. E tra dibattiti estenuanti, giornali autoreferenziali, battutacce per prime pagine, comici arguti buoni a farci applaudire in fin dei conti lo spettacolo ignobile di cui siamo  protagonisti, anche noi da protagonisti ci incamminiamo verso l’ignoto. E la satira non saprà più divertirci perché abbiamo il timore che a sorridere a trentadue denti, dalla sua Arcore, potrebbe essere solo lui, il cavaliere. Comodamente seduto.

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