tocca a noi difendere Fondo Luparello e il paesaggio agrario della Conca d’Oro

8 ottobre 2011 di: Rosanna Pirajno

Lo scorso 17 giugno, la fondazione Salvare Palermo con una folta delegazione di associazioni (Amici dei Musei, Anisa, Dimore Storiche, Fai, Italia Nostra, Wwf, Legambiente, Agesci Conca d’Oro, Articolotre, Malaussene, Ars Nova, Cobas Ambiente, Itimed, Itiner’Ars, Le Balate, Lipu, Com. Bene Collettivo, Com. Parco Uditore, Com. Centro Storico, Coord. Palermo Ciclabile, Mezzocielo, Mov. Difesa Cittadino, Progetto Albergheria e Capo Insieme, Riportiamo alla luce) ha manifestato sul piazzale del Convento di Baida contro l’insano progetto di urbanizzare l’ultimo lembo di terreno agricolo della ex Conca d’oro, il cosiddetto Fondo Luparello.

In questa suggestiva area di 60 ha, su cui insiste il Convento dei Frati minori francescani con chiesa del XII sec. e sono presenti numerose e importanti testimonianze – qui sono stati ritrovati i resti fossili dell’elefante nano elephas falconeri – e realtà come la sorgente di Baida e la grotta Luparello, l’azienda agricola dell’Istituto Zootecnico Sperimentale per la Sicilia – che, fondato nel 1884, è uno dei più avanzati modelli di zootecnia in Italia – il Vivaio Forestale Regionale e la Sezione operativa Cra dell’Ist. Sperimentale per la Floricoltura di Sanremo, più orti e frutteti privati, proprio qui la Regione Sicilia vorrebbe insediare il suo Centro Direzionale multipiano, con viabilità e servizi annessi e connessi, per alloggiarvi la (anche troppo) folta popolazione dei regionali sparsi sul territorio comunale. Senza contare le conseguenze sulla viabilità di una tale concentrazione di cemento e funzioni, mezzi, fruitori stabili e pendolari, e quelle sul paesaggio, sul microclima, sulla permeabilità dei suoli, sulla sottrazione di suolo fertile e biodiversità, il progetto è follemente assurdo anche per l’ammontare di una spesa insostenibile in tempi di crisi, per lo spreco di suolo e risorse non solo finanziarie che persegue mentre edifici e complessi esistenti restano inutilizzati e abbandonati, ma che ben rappresenta la “stoltezza” di politiche regionali che tanti cittadini più avveduti e responsabili avversano.

Per ribadire la contrarietà al progetto, il prossimo 22 ottobre la sezione palermitana di Italia Nostra organizza, con le sopraddette associazioni e quelle che ancora vorranno aderire, una manifestazione che si inserisce perfettamente nella campagna nazionale “Paesaggi sensibili” a tutela dei Paesaggi Agrari minacciati da opere devastanti, con appuntamento alle 9,30 presso il Convento di Baida. Esperti di varie discipline presenteranno alla stampa e alla cittadinanza la proposta di istituzione di un Parco agricolo urbano come “antidoto” alla cementificazione. Vi aspettiamo numerosissimi e compatti, armati della voce della ragione, e per saperne di più consultare <www.italianostrapa.it>.

1 commento su questo articolo:

  1. giovanni renna ha detto:

    E’ importante partecipare a questa manifestazione. Le associazioni sono un utile strumento di partecipazione dal basso alle gestione della cosa pubblica, sebbene questo ruolo non sia stato ancora sufficientemente riconosciuto dal legislatore italiano. Facciamo uso allora di queste e altre analoghe manifestazioni per esprimere un giudizio negativo su una scela della politica regionale calata dall’alto, senza alcuna reale interlocuzione con i cittadini che si vedranno ancora una volta negato il diritto a vivere in una città in cui un’area verde non è soltano luogo per nuove e spesso inutili, se non dannose, colate di cemento.
    Tutti a piazza Baida sabato 22 ottobre!

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