cronache berlinesi

7 ottobre 2011 di: Rita Calabrese

Dopo la contestata solennità delle visite del premier turco e del Papa e la partecipata parentesi mondana della maratona, il 3 ottobre si è festeggiata la riunificazione tedesca con un lungo weekend assolato, tardivo riconoscimento di un’estate incerta e piovosa, goduto appieno dai berlinesi, riempiendo locali all’aperto fino a tardi, affollando parchi e giardini, insolitamente fioriti, osando perfino un bagno nei fiumi e nei numerosi laghi che costellano la città e i dintorni. Turisti e residenti anche nei luoghi monumentali, nei musei e nelle mostre, tra cui quella bellissima al Bode-Museum fino a novembre, sui “Volti del Rinascimento italiano”, da Donatello a Leonardo, autore della star assoluta dell’esposizione, “La dama con l’ermellino” che, da vera primadonna, tornerà al museo di Cracovia già a fine ottobre.

Di grande suggestione la mostra “Alla ricerca di una collezione perduta” alla Nuova Sinagoga di Oranienburgerstrasse, che ricostruisce con opere avventurosamente recuperate o con foto e riproduzioni di quelle tuttora scomparse, quello che fu il primo museo ebraico d’Europa, inaugurato – ironia della sorte – nel gennaio 1933, poco prima dell’ascesa al potere di Hitler, chiuso nel 1938 e saccheggiato. Un percorso della presenza e dell’assenza, della perdita e della restituzione, come le statue di autori dell’avanguardia, bollate dai nazisti come “arte degenerata”, date per perdute e ritrovate recentemente scavando tra le macerie della guerra vicino al vecchio municipio, ed esposte al Neues Museum.

La pesante ipoteca del passato è tornata drammaticamente visibile ancora una volta la scorsa settimana con la protesta della delegazione della Namibia, colonia tedesca fino alla Prima guerra mondiale, venuta ufficialmente per recuperare e dare in patria “umana sepoltura” ai primi 20 scheletri e teschi di popolazioni Nama ed Herero massacrate a migliaia nelle feroci spedizioni punitive ed esposte come “reperti” scientifici a dimostrazione di inferiorità razziale degli africani. È stata pesantemente criticata l’offerta di riconciliazione da parte delle autorità tedesche, senza cenno alcuno di pentimento o di scusa per le atrocità commesse. Più che mai appaiono aperte le ferite della sanguinosa storia europea.

(Leonardo da Vinci, Dama con l’ermellino, 1490 ca; Rainer Fetting, Fred.passage, 1993)

1 commento su questo articolo:

  1. simona mafai ha detto:

    Quindi il primo Museo ebraico della storia fu inaugurato pochi mesi prima dell’inizio della spaventosa campagna razzista antisemitica da cui partì l’incendio che bruciò tutta l’Europa! Non si finisce mai di conoscere il passato. Grazie, Rita, di avercelo raccontato.

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