cinismo scandaloso in clinica Latteri

11 ottobre 2011 di: Anna Trapani

C’è stato un tempo, ormai lontanissimo, in cui fare il medico era una missione, quasi come fare il prete. Nessuno si ricorda più di quei tempi. Oggi esistono una sanità pubblica che non funziona e una privata che cerca in ogni modo, lecito o illecito, di lucrare su tale inefficienza. Ultimo esempio in ordine di tempo, lo scandalo che ha investito la clinica Latteri ed alcuni medici. L’oncologa Maria Rosaria Valerio del Policlinico, è accusata di dirottare i pazienti dal pubblico alla struttura privata per cui lavorava, prendendo il dieci per cento di provvigione sul fatturato dell’oncologia.

Da intercettazioni appare anche una sua richiesta di aumento. Così come il coinvolgimento nella truffa di altre due cliniche, la Maddalena e la Noto. La Valerio, quindi, è accusata di truffa e corruzione. Intanto è stata sospesa dal suo incarico al Policlinico. Alla clinica si risparmiava anche sul trattamento post chemio da fare ai pazienti dando dosi minime di Tad 600, un forte disintossicante a base di glutatione, usato proprio dopo le sedute di chemioterapia. Costava troppo e il rimborso era minimo. Ma ciò che più indigna è quella telefonata tra Maria Teresa Latteri e un altro medico, in cui si dice con sprezzo e cinismo che tanto quei pazienti sono destinati a morire. Da dove può nascere tanto cinismo in persone che per professione hanno scelto di curare? E’ il cinismo tipico dell’arricchimento facile di coloro che già guadagnando bene, sono così avidi da volere sempre di più. E’ lo stesso cinismo che spinge a ridere del terremoto e delle devastazioni portate, perché si sa che sarà origine di tanti appalti e tanti soldi. I malati di cancro vengono considerati, in specie se in fase terminale, dei “morituri” che portano solo spese, impegno terapeutico, e nessun introito.

A gente senza una coscienza sembrano solo un ostacolo al guadagno, che può venire da altri malati senza un piede nella fossa, con degenze più lunghe e chemio più protratte nel tempo. Infatti, la Latteri quasi accusa la specialista esterna di portarle pazienti “antieconomici”. Sarà cinico anche da parte nostra, ma non ci rimane che attendere il prossimo scandalo della sanità. E’ solo questione di tempo.

(vignetta di Vauro)

3 commenti su questo articolo:

  1. Rosamaria ha detto:

    A Palermo la cultura viene relegata agli entusiasmi dei privati, la sanità al cinismo dei privati, fa molta impressione quello della Latteri che da generazioni deve tutto proprio alla sua clinica ed ai morituri come li chiama con dolorosa ironia Anna Trapani

  2. Paolo.R ha detto:

    Mi ero meravigliato perché ancora non avevate parlato della clinica Latteri, sono contento che l’abbiate fatto proprio ora che stampa e televisione hanno calato il solito velo sugli scandali di Palermo, dobbiamo, invece, tenerli vivi, dobbiamo anche per via internet ribellarci.

  3. antonella ha detto:

    Uno scandalo che denota una disonesta che in un ceto così benestante non ha attenuanti, non ci sono giustificazioni!

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