vi ho ritrovate

17 settembre 2011 di: Rosalba Costa

Riceviamo e volentieri pubblichiamo. Un gesto di vanità, il nostro, o piuttosto il segno di un malessere bene descritto dalla nostra antica/nuova lettrice e che sta a fondamento del nostro esserci? parliamone, se volete.

Cara redazione di mezzocielo, ho appena inviato una mail per sottoscrivere l’abbonamento alla vostra rivista. Certo non è una notiziona ma con questo gesto ho riannodato dei fili spezzati. Ho iniziato a leggervi dalla prima uscita. Un’edicola di corso V. Emanuele vi teneva lì, tra cartoline di Palermo, guide, cartine. Un formato diverso dalle altre riviste, credo dieci fogli appena, di una carta spessa. E dentro pensieri di donne che ti fornivano sguardi diversi sulle donne, su tutto quello con cui ogni giorno dovevi fare i conti, la tua città, le sue morti e la sua primavera, ma anche strumenti di cui dotarti per muoverti per il mondo. E le foto. Pugni allo stomaco, bellezza, verità. Anche così sono diventata donna.

Poi a volte il privato prevale sul pubblico. Sono andata via, perché non riuscivo più ad essere quella donna che volevo essere. Mi stava stretto il perché non ti sposi, il dovermi accontentare, l’”avogghia”. Mi sentivo soffocare da quelle stesse lenzuola che mia madre ricamava per un futuro talamo nuziale, naturalmente dopo aver debitamente sottoscritto il patto in Comune e giurato davanti a Dio. Vi ho cercato nella città in cui avevo scelto di ri-conoscere me stessa. Non c’eravate. Poi le passioni, gli amori, i percorsi che scegli mi hanno portata altrove. Dal silenzio, di sirene delle scorte e delle volanti, ogni tanto è emersa la colpa per essere fuggita; un senso di ignavia che con fatica riesco ad allontanare. A 38 anni, quasi in equilibrio tra privato e pubblico mi avete trovata.

Una foto di Letizia Battaglia sulla copertina di un libro. La bambina con il pallone. Non un’immagine ma una storia, storta, faticosa, dove tutto sembra già scritto. Sai il finale senza neanche vedere il film. Mi sono sentita afferrare per i polsi e tirata indietro nel tempo. Uno strattone forte, vero, che non mi dava scampo. Ho cercato altre sue foto e mi siete ritornate in mente tutte voi. Vi ho ri-cercate e con quel click all’invio ho iniziato a tenere insieme le diverse parti di me, il prima e il dopo, il qui e lì, per vivere l’oggi e il futuro. Auguri! Auguri a tutte voi e brave!

1 commento su questo articolo:

  1. simona mafai ha detto:

    Rarissime volte ci si sente ricompensate delle proprie fatiche. Il messaggio di Rosalba Costa lo fa, con una sincerità e una tenerezza che commuovono. Le sue parole danno a me – e credo a tutte le redattrici e collaboratrici di Mezzocielo- altra forza per continuare. Ne avevamo bisogno: in questo inizio d’autunno, che prelude a un anno non facile, mentre iniziamo a mandare in stampa una nuova serie del nostro giornale. Grazie.

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