la lista che scotta alla gogna sul web

26 settembre 2011 di: Ornella Papitto

Ho letto, incuriosita, un articolo sul sito la Repubblica.it dal titolo “Sull’outing spaccati i gruppi gay. Anche questa è macchina del fango” in cui veniva annunciato che il giorno 23 settembre sarebbe  stata pubblicata una prima lista di 10 politici “omosessuali e omofobi”, su un sito registrato all’estero. Immediatamente ho sentito di poter affermare che tale azione mi ricorda il vecchio metodo della gogna. Ma questa è mediatica ed immediata.
 Chi pubblicherà l’elenco è sicuro che sia il metodo migliore per convincere i gay-omofobi e ipocriti a cambiare il proprio comportamento politico? 
La paura della persecuzione non ha mai fermato nessuno.
 Chi è perseguitato sente di subire un’ingiustizia, così la vivranno anche i gay-omofobi e ipocriti.

Chi pubblicherà l’elenco è certo che questa iniziativa non somigli alla tanto odiata omofobia? 
Il nodo non è nel “tradimento” rispetto alla propria scelta sessuale, ossia la mancata coerenza, ma nel fatto che quelle persone gay-omofobe (nel Parlamento o in Vaticano) abbiano deciso di non essere persone libere, fino in fondo. Alla libertà sessuale potrebbe corrispondere una maggiore apertura di pensiero ma, in questa occasione, non a una libertà nell’azione politica, perché quest’ultima è soggetta a quelle regole di partito-padronale che mal si coniugano con le libertà individuali.

Nessuno avrà costretto i gay-omofobi a farsi eleggere in Parlamento, ma qualcuno li avrà obbligati a votare contro se stessi. Forse credevano di poter tenere nascoste le loro preferenze sessuali, paradossalmente in un Parlamento dove le uniche preferenze ammesse sono quelle espresse dai leader-padroni. Questi parlamentari così incoerenti e così dipendenti, avranno la forza di abbandonare volontariamente il Parlamento, per dimostrare di non voler essere ricattati due volte da chi li ha prescelti?

1 commento su questo articolo:

  1. Anna Maria ha detto:

    Condivido tutto, ma aggiungo che quest’ ipocrisia non è solo dei politici, ma anche delle “buone famiglie”, meglio se cattoliche.Mariti gay e mogli lesbiche preferiscono dare la facciata di eterosessualità piuttosto che ammettere a se stessi e agli altri la loro omosessualità. Ammiro Cecchi Paone che ha fatto outing piuttosto che continuare a recitare il ruolo di marito e ammiro quelle donne che hanno il coraggio di essere se stesse. Cè un sottobosco di “famiglie” omofobe che preferiscono vivere nell’ambiguità piuttosto che con lealtà uscire allo scoperto, è un fatto di civiltà e di rispetto verso se stessi e gli altri. Il coraggio è la virtù dei forti, la viltà è la meschinità degli ipocriti

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