che modello di vita, signora mia!

22 settembre 2011 di: Marcella Geraci

Ostentare quello che prima si faceva in silenzio. E gridare, a testa alta e davanti a tutti, ciò che si fa. La tentazione è quella di scrivere «ciò che si è» ma non renderebbe giustizia all’intera vita di una persona. Anche se ad ostentare è Terry De Nicolò, escort barese già bloccata a Palazzo Grazioli nel 2008, insieme ad altre ragazze che avevano trascorso la notte con il premier Silvio Berlusconi. Allora le ragazze volevano sfuggire ai numerosissimi giornalisti che attendevano l’uscita del premier. Qualche giorno fa, la De Nicolò ha invece deciso di «vuotare il sacco» nell’intervista rilasciata a Gianluigi Paragone durante il programma “L’ultima parola”, in onda su Rai 2.

Terry dice come la pensa, «pane al pane e vino al vino»: meglio un giorno da leone, le racchie stiano pure a casa, è tutto mosso dall’invidia, per guadagnare ventimila euro al mese devi essere disposto a vendere tua madre. Queste, in sintesi, le pillole del suo pensiero.

Le sue parole sono talmente dure da cedere alla tentazione di sostituire il termine “escort” con uno meno gentile, “pane al pane e vino al vino”. A trattenere dal farlo è il fatto che quello di Terry, stomachevole e tanto reale da essere fuori dalla realtà, è il pensiero di chi ha la pretesa di avere costruito un impero sul fango. Su un fango che non travolgerà Berlusconi e le sue donne in egual misura.

Ad indurre a riflettere sulle sue parole è invece la consapevolezza del fatto che il “modello Berlusconi” piace soprattutto alle donne. A far pensare è la devastante trasformazione degli italiani ad opera della televisione, una mutazione nel profondo già tristemente annunziata da Pier Paolo Pasolini. A suscitare reazioni di schifo dovrebbero essere i genitori compiacenti ed un modello culturale, mortalmente attaccato dal consumismo.

1 commento su questo articolo:

  1. gloria ha detto:

    La condanna della prostituzione risente di una mentalità maschilista, che considera riprovevole la vendita del corpo della donna solo perchè attraverso quella vendita la donna poteva riscattarsi dalla dipendenza economica dall’uomo utilizzando una risorsa che, tra l’altro, era di sua esclusiva proprietà e, sopratutto, di cui l’uomo era, ed è, sprovvisto. Pertanto non penso che il centro della nostra attenzione debba essere la prostituta (pane al pane e vino al vino) Terry soltanto perchè utilizza una risorsa a sua disposizione per potersi comperare la borsa di Louis Voitton. La cosa suscita una grande tristezza, almeno a me, per questa donna che sicuramente non si costruisce un presente e sopratutto un futuro, e che ha un orizzonte culturale decisamente limitato, ma non è un problema troppo grosso.
    Quello che più mi disturba è altro: è la regressione all’adolescenza di un presidente del consiglio che, all’indomani di ogni prestazione telefona a Tarantini, che ha la metà dei suoi anni, per raccontargli per filo e per segno quello che ha fatto e per chiedergli di sondare la prostituta di turno sul gradimento delle sue prestazioni. e, sopratutto, è il ruolo del magnaccio Tarantini che utilizza la benevolenza indotta nel presidente dal consiglio dal fatto di essere il suo fornitore di carne fresca per ottenere appalti a tutto spiano. povera patria.

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