un’avventura culturale chiamata Gibellina

28 agosto 2011 di: Rossella Caleca

In queste ultime settimane la storia e la realtà attuale della nuova Gibellina sono state dibattute in numerosi articoli su diverse testate. Vorrei dire anch’io qualcosa, non da esperta ma da antica frequentatrice di un luogo che per me è intessuto di memorie ed emozioni, di arte e di amicizia.

Il “sogno mediterraneo”, l’utopia colata tra le pietre a Gibellina, è una ri-costruzione articolata e viva, che continua a crescere; un occhio distante, una visione superficiale non può cogliere la complessità di una ricerca dipanata tra nuovi linguaggi, intrecci e sperimentazioni, tra teatro, musica, letteratura ed arte contemporanea. Spesso si vede, e si cita, solo la mancata valorizzazione, a volte l’abbandono, di alcune opere d’arte (ma ad essere trascurato o scarsamente valorizzato è purtroppo gran parte del patrimonio artistico italiano); non si parla, o si dice troppo poco, di trent’anni di attività culturale che ha condotto in Sicilia artisti e autori straordinari da tutto il mondo, e del recupero di identità di un territorio che non è mai stato isolato, ma incastonato al centro di un tessuto antico di corrispondenze culturali, tra Segesta e Selinunte, tra Palermo e Trapani e Agrigento.

Oggi, Gibellina è un luogo d’incontro e confronto tra culture diverse e di riscoperta di radici comuni, ed è origine di un intreccio di legami tra persone, luoghi, idee, modalità espressive; tutto questo è anche concretamente visibile al Museo delle Trame Mediterranee (uno dei tre musei di rilevanza nazionale là esistenti) che legge in modo trasversale la produzione artistica di diversi Paesi del Mediterraneo, senza distinzioni tra arti maggiori, minori e cultura materiale; tutto questo, inoltre, è stato ed è il senso e la direzione delle Orestiadi, in spettacoli, manifestazioni, mostre che hanno visto sia la valorizzazione di artisti locali che la presentazione di artisti e produzioni culturali di tante diverse nazioni. Per me, e per molti altri credo, Gibellina è stata ed è una finestra sul mondo e una “stanza delle meraviglie” che non finirà di accogliere e trasmettere bellezza.

(Ludovico Corrao, luglio 2009, ph ropj)

1 commento su questo articolo:

  1. enzofiammetta ha detto:

    Gibellina, continuerà ad essere una finestra sul mondo per suggerire quello che tutta la Sicilia dovrebbe essere.
    Il ricordo di Franca Viola ai funerali e le sue parole: ….il mio coraggio è stato Corrao.
    L’irredimibilità della Sicilia da forza antica a tanti di noi
    Grazie Enzo Fiammetta Direttore del Museo delle Trame Mediterranee

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