Una mattina d’Aprile…

9 maggio 2011 di: M.Chiara Di Trapani

Alla protesta delle donne del 13 Febbraio “ Se non ora quando” -che ha visto coinvolte oltre 200 città italiane- per rivendicare l’identità femminile, i giovani se c’erano non sembravano una presenza massiccia e compatta come la massa coinvolgente scesa in piazza nei mesi scorsi a protestare contro la riforma Gelmini.

Una mattina di Aprile ha scelto d’incontrare i giovani studenti universitari e rivolgere due semplici domande:

– Avverti un cambiamento all’interno della società nel modo di considerare la donna?

– Come concepisci il futuro e quale contributo pensi di poter dare alla società?

Ecco le loro risposte, che trascriviamo lasciando a voi la riflessione:

Giulia D., 22 anni, iscritta al secondo anno alla Facoltà di Economia e Commercio.

“ Penso che in questo momento in Italia si sia creato un incolmabile divario tra donne coscienti della loro dignità e del loro ruolo nella società e donne che scelgono di vendersi- in un concorso di colpa complici degli uomini che offrono loro soldi e lavoro in scambio di favori sessuali. Aderisco alla presa di coscienza delle donne che lavorano, che vivono con responsabilità e mi dissocio dalle ragazze che si abbassano alla via più facile, che preferiscono vendere il corpo per raggiungere un obiettivo perché sanno che questo è l’unico modo di ottenerlo e che agiscono così non perché sono disperate, ma per puro calcolo. La mia visione del futuro è nera. So che devo cercare di darmi da fare, finire presto gli esami all’università, evitando le scorciatoie e dimostrando che sono capace di realizzarmi con le mie capacità. Sento però che la società non sia pronta ad accogliere il contributo di noi giovani. L’età media dei nostri parlamentari e della classe dirigente è un campanello d’allarme a questo proposito.”

Alla facoltà di scienze politiche, sotto il cartello aula occupata, ascoltiamo un piccolo gruppo di studenti, che aspettano l’ inizio della lezione. Alessandra 19 anni, Laura 23 anni, Arianna 18 anni, rispondono in modo corale alle domande, quasi impossibile distinguere le loro risposte.

“Non si avverte un vero cambiamento”. Il considerare la donna come un oggetto, una prostituta, a me sembra che sia sempre stato così.”. (Arianna)

“Ciò che terrorizza è il vuoto e l’assenza totale di valori della classe dirigente che rappresenta il paese.” Spesso in conseguenza delle notizie, in me prevale un senso di depressione più che di reazione…” (Laura).

“Per il futuro? Mi auspico una società che dia più spazio a noi giovani. Poter andare ad un colloquio di lavoro e non sentirmi dire -sei troppo giovane. Vorrei ricevere dal mondo degli adulti più fiducia  e penso sia necessario un cambiamento generazionale nella classe dirigente.”. (Alessandra).

Nel nostro futuro c’è il tentare un’esperienza all’estero con l’Erasmus!  (Tutte insieme).

1 commento su questo articolo:

  1. giusi ha detto:

    Interessanti le risposte delle intervistate!!! Soprattutto laddove riflettono sullo spazio limitatissimo dato ai giovani (e in particolar modo alle donne)….anche nella classe dirigente…Ritengo che i giovani,per diventare una FORZA in tal senso dovrebbero superare certe divisioni politiche (destra/sinistra/centro ecc..ecc..)volute proprio dalla attuale classe politica che è la prima a non crederci,considerato che quotidianamente sono proprio i nostri politici che cambiano ORIENTAMENTO con il mutare del vento.SONO I PRIMI A NON CREDERCI …..(DIVIDE ET IMPERA!!!!!)

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