un babbìo su tre p, ma poi non tanto

9 maggio 2011 di: Ornella Papitto

Prendiamo in considerazione tre P. Anzi quattro. Dobbiamo fare attenzione alle persone che si dimostrano subito presuntuose. Hanno la verità sulla bocca. Hanno sempre ragione. Il torto è sempre degli altri. Quando cambiano idea, non è mai perché si sono convinte che sia la strada migliore, ma semplicemente perché è quella più conveniente per loro. Usano solo gli strumenti ragionieristici: dare e avere e l’attivo deve sempre essere a loro beneficio. Questi sono i Presuntuosi. Ancora peggiori sono i Prevaricatori: quelli che “invadono i terreni altrui” (Devoto Oli). Lo fanno abitualmente, non rispettano mai l’altro. E’ norma per loro lecita. E’ un modo di fare, ma soprattutto un modo di essere. Occorre fare attenzione a chi sta varcando il nostro confine. Bisogna subito ricorrere ai ripari. Fare indietreggiare il Prevaricatore. Come? Facendogli notare che sta oltrepassando, quantomeno, i limiti della buona educazione. Ma il peggiore di tutti è il Provocatore. Non è una persona, è uno strumento. E’ a forma di clava o di manganello. Il provocatore ha bisogno di colpire, sempre. Non si sa controllare. Non ce la fa. Deve darle e sempre di santa ragione. E’ aggressivo, non si cura delle conseguenze che le sue azioni avranno sugli altri. Deve solo agire la sua aggressività. E allora bisogna rimanere abbastanza lontani da potergli sfuggire. Se rimaniamo a prenderle facciamo solo i suoi interessi. «Fuggire non è vergogna, ma salvamento di vita», recita un proverbio siciliano. Ma quando in una sola persona si ritrovano ben tre difetti, la Presunzione, la Prevaricazione e la Provocazione, allora sì che la miscela è esplosiva. Come disattivare tale miscela? Non rispondendo, ma guardando bene, dritto negli occhi, il provocatore, e se poi è possibile, aggiungere «stai al tuo posto» o «nun t’allargà», che tradotto significa: «non ti allargare tanto da invadere i mei confini». Quanto centra tutto questo con la quarta P, ossia il comportamento abituale messo in atto dalla Politica attuale? A voi tutti la valutazione

2 commenti su questo articolo:

  1. simona mafai ha detto:

    Articolo acuto e spiritoso. Ma perché inglobare tutte queste caratteristiche negative (le tre P) nella P di “politica”? La conclusione mi sembra troppo sommaria. Se il proliferare dei pessimi soggetti così ben descritti dipendesse proprio dal fatto che le persone più valide (e ce ne sono moltissime!) hanno smesso di occuparsi di politica, e cioè di SCEGLIERE tra una politica buona e una politica cattiva, ed i loro relativi protagonisti ? (Toh! E’ venuta fuori un’altra P).

  2. rosamaria ha detto:

    La P della politica attuale è chiaro si riferisce a quella di Puttanieri!

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